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Avventura
di mare e thriller giudiziario nella terza prova narrativa dello
scrittore-disegnatore Alfredo Chiàppori, questa volta alle prese
con l'enigma del veliero americano Lucy Fair inspiegabilmente privo
d'equipaggio al momento della sua ricomparsa a largo delle Azzorre,
il 4 dicembre 1872.
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Un punto bianco appare e scompare laggiù, tra le onde, e Jack Hardy
capitano del Providence lo osserva incapace di spiegarsi cosa possa
essere quell'incedere incerto sulle acque, poi finalmente riconosce la
sagoma di un veliero che mentre si avvicina mostra l'assoluta mancanza di
un governo delle vele: è questo un incontro che segnerà il destino di
Hardy e dei suoi uomini, l'incontro con il brigantino-goletta Lucy
Fair, salpato dal porto di New York un mese addietro e diretto a
Gibilterra con un grosso carico di barili di alcol. |
Chiàppori romanza un mistero del mare, la vicenda realmente accaduta del
due alberi americano Mary Celeste avvistato il 4 dicembre 1872
senza danni apparenti al largo delle Isole Azzorre, ma
inspiegabilmente privo di equipaggio (oltre a sette marinai, a bordo vi
erano anche la moglie e la figlia di due anni del capitano), facendone un
piacevole giallo giudiziario che ricorda nella descrizione delle vicende
di bordo e della vita nei porti di New York e Gibilterra, le atmosfere dei
testi classici di Conrad, Stevenson e Dana. Come non ritornare a quelle
pagine se nella lettura siamo ricondotti a vivere situazioni e riconoscere
immagini che ci fanno partecipi di un mondo reso mitico anche dal cinema,
quello dei velieri ottocenteschi che solcano gli oceani carichi di
ogni sorta di mercanzia, barili di aringhe affumicate, casse di birra,
merluzzi, rotoli di cordame, insomma quel genere di cose che nell'altro
secolo riempivano le stive, sotto la continua minaccia di fatali tempeste
capaci di far colare a picco le più solide imbarcazioni; o quando
ascoltiamo nelle taverne di Gibilterra il vecchio cuoco Bowl
rivelare fantasiose soluzioni al mistero dell'equipaggio scomparso (polipi
giganti, draghi dalla testa di cane, serpenti di mare) parenti strette fra
l'altro di quelle che leggiamo sul web riguardo al Mary Celeste (i
polipi hanno ceduto il posto agli extraterrestri…), questa volta senza
l'attenuante di vedersele proporre davanti a un bicchiere di rhum.
L'autore riesce a sganciarsi dall'ovvio che la vicenda porta
inevitabilmente con sé (pensiamo a come quello della nave che vaga per
gli oceani priva di equipaggio sia un altro dei cliché delle
avventure per mare), puntando verso i lidi dell'enigma giudiziario
per mantenere viva l'attenzione del lettore, dosando il dibattimento in
tribunale dove troneggia un mastino procuratore della Regina deciso a inchiodare con tutti i mezzi i colpevoli della
perdita di dieci
vite, e la vicenda personale del capitano Hardy alle prese con un
matrimonio da tempo fallito e un amore a Gibilterra per Gloria, figlia di
un ufficiale medico della Royal Navy.
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Non sarà fatica inutile quella di avere la pazienza e l'accortezza di
servirsi del prezioso glossarietto in appendice quando ci si imbatterà in
qualche oscura serie di termini nautici, perché oltre a seguire al meglio
l'intricato destino del Lucy Fair si sentirà l'esigenza,
una volta giunti a conclusione di questa gradevole terza prova narrativa,
di sfogliare una volta ancora con rinnovato entusiasmo e
"competenza" qualcuna delle indimenticabili pagine di Melville. |
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Dello stesso autore:
La breva, Baldini e Castoldi, 2001, pp. 210, € 12,39
"È il vento tipico dei laghi lombardi, meditabondo e dall'eterea
visione, ma si legge come metafora di un destino umano, lieve come brezza
appunto". Raccolta di sedici racconti dove memorie e vicende
assumono forme grottesche, ironiche, tragiche, drammatiche e comiche cui
assiste il vento a volte partecipe e a volte indifferente.
Il porto della fortuna, Rizzoli, coll. Scala italiani, 1997, €
14,46
Il narratore che ci conduce a scoprire la civiltà marinara è un giovane
di città che inizia a frequentare il Porto della Fortuna, un'immaginaria
località dell'Adriatico settentrionale, per apprendervi l'arte della
navigazione a vela, ma ciò che vi imparerà andrà ben al di là della
tecnica e persino dell'esperienza.
www.alfredochiappori.it
Sito ufficiale del disegnatore-scrittore.
Bibliografia
Fin dal suo ritrovamento il mistero del Mary Celeste ha attirato
l'attenzione di molti scrittori, tra questi anche un altro italiano, Vero
Roberti con Il mito del Mary Celeste, Mursia, 1972. Charles Edey Fay fu
autore invece nel 1942 di The Story of the "Mary Celeste" la cui
ultima ristampa è del 1988 per Dover Pubns.
Links
http://www.maryceleste.net/
Interamente dedicato al Mary Celeste questo sito ricostruisce
l'intera vicenda, proponendo rapporti dell'epoca, un profilo del capitano
del veliero e il testo della lettera inviata alla madre alla vigilia della
partenza, il 3 novembre 1872 (e che ritroviamo anche nel romanzo di
Alfredo Chiàppori).
www.numa.net/expeditions/mary_celeste.html
The discovery of the Mary Celeste. Clive Cussler con la sua
National Underwater & Marine Agency, in collaborazione con la NOVA
Productions of Canada ha annunciato nell'agosto del 2001 il ritrovamento
dei resti del relitto del Mary Celeste, fatto volutamente naufragare dal
capitano Stoker il 3 gennaio 1880 a Rochelais Bank presso Miragoane,
Haiti.
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