Alfredo Chiàppori
Il mistero del Lucy Fair
Baldini e Castoldi, 2002, pp. 317, € 14,40


Avventura di mare e thriller giudiziario nella terza prova narrativa dello scrittore-disegnatore Alfredo Chiàppori, questa volta alle prese con l'enigma del veliero americano Lucy Fair inspiegabilmente privo d'equipaggio al momento della sua ricomparsa a largo delle Azzorre, il 4 dicembre 1872.


Il capitano Benjamin Briggs Un punto bianco appare e scompare laggiù, tra le onde, e Jack Hardy capitano del Providence lo osserva incapace di spiegarsi cosa possa essere quell'incedere incerto sulle acque, poi finalmente riconosce la sagoma di un veliero che mentre si avvicina mostra l'assoluta mancanza di un governo delle vele: è questo un incontro che segnerà il destino di Hardy e dei suoi uomini, l'incontro con il brigantino-goletta Lucy Fair, salpato dal porto di New York un mese addietro e diretto a Gibilterra con un grosso carico di barili di alcol.

Chiàppori romanza un mistero del mare, la vicenda realmente accaduta del due alberi americano Mary Celeste avvistato il 4 dicembre 1872 senza danni apparenti al largo delle Isole Azzorre, ma inspiegabilmente privo di equipaggio (oltre a sette marinai, a bordo vi erano anche la moglie e la figlia di due anni del capitano), facendone un piacevole giallo giudiziario che ricorda nella descrizione delle vicende di bordo e della vita nei porti di New York e Gibilterra, le atmosfere dei testi classici di Conrad, Stevenson e Dana. Come non ritornare a quelle pagine se nella lettura siamo ricondotti a vivere situazioni e riconoscere immagini che ci fanno partecipi di un mondo reso mitico anche dal cinema, quello dei velieri ottocenteschi che solcano gli oceani carichi di ogni sorta di mercanzia, barili di aringhe affumicate, casse di birra, merluzzi, rotoli di cordame, insomma quel genere di cose che nell'altro secolo riempivano le stive, sotto la continua minaccia di fatali tempeste capaci di far colare a picco le più solide imbarcazioni; o quando ascoltiamo nelle taverne di Gibilterra il vecchio cuoco Bowl rivelare fantasiose soluzioni al mistero dell'equipaggio scomparso (polipi giganti, draghi dalla testa di cane, serpenti di mare) parenti strette fra l'altro di quelle che leggiamo sul web riguardo al Mary Celeste (i polipi hanno ceduto il posto agli extraterrestri…), questa volta senza l'attenuante di vedersele proporre davanti a un bicchiere di rhum.

L'autore riesce a sganciarsi dall'ovvio che la vicenda porta inevitabilmente con sé (pensiamo a come quello della nave che vaga per gli oceani priva di equipaggio sia un altro dei cliché delle avventure per mare), puntando verso i lidi dell'enigma giudiziario per mantenere viva l'attenzione del lettore, dosando il dibattimento in tribunale dove troneggia un mastino procuratore della Regina deciso a inchiodare con tutti i mezzi i colpevoli della perdita di dieci vite, e la vicenda personale del capitano Hardy alle prese con un matrimonio da tempo fallito e un amore a Gibilterra per Gloria, figlia di un ufficiale medico della Royal Navy.

Non sarà fatica inutile quella di avere la pazienza e l'accortezza di servirsi del prezioso glossarietto in appendice quando ci si imbatterà in qualche oscura serie di termini nautici, perché oltre a seguire al meglio l'intricato destino del Lucy Fair si sentirà l'esigenza, una volta giunti a conclusione di questa gradevole terza prova narrativa, di sfogliare una volta ancora con rinnovato entusiasmo e "competenza" qualcuna delle indimenticabili pagine di Melville. Il Mary Celeste ovvero il Lucy Fair
di Davide Squarcina



Dello stesso autore:

La breva, Baldini e Castoldi, 2001, pp. 210, € 12,39
"È il vento tipico dei laghi lombardi, meditabondo e dall'eterea visione, ma si legge come metafora di un destino umano, lieve come brezza appunto". Raccolta di sedici racconti dove memorie e vicende assumono forme grottesche, ironiche, tragiche, drammatiche e comiche cui assiste il vento a volte partecipe e a volte indifferente.
Il porto della fortuna, Rizzoli, coll. Scala italiani, 1997, € 14,46
Il narratore che ci conduce a scoprire la civiltà marinara è un giovane di città che inizia a frequentare il Porto della Fortuna, un'immaginaria località dell'Adriatico settentrionale, per apprendervi l'arte della navigazione a vela, ma ciò che vi imparerà andrà ben al di là della tecnica e persino dell'esperienza.

www.alfredochiappori.it Sito ufficiale del disegnatore-scrittore.



Bibliografia

Fin dal suo ritrovamento il mistero del Mary Celeste ha attirato l'attenzione di molti scrittori, tra questi anche un altro italiano, Vero Roberti con Il mito del Mary Celeste, Mursia, 1972. Charles Edey Fay fu autore invece nel 1942 di The Story of the "Mary Celeste" la cui ultima ristampa è del 1988 per Dover Pubns.


Links

http://www.maryceleste.net/ Interamente dedicato al Mary Celeste questo sito ricostruisce l'intera vicenda, proponendo rapporti dell'epoca, un profilo del capitano del veliero e il testo della lettera inviata alla madre alla vigilia della partenza, il 3 novembre 1872 (e che ritroviamo anche nel romanzo di Alfredo Chiàppori).
www.numa.net/expeditions/mary_celeste.html The discovery of the Mary Celeste. Clive Cussler con la sua National Underwater & Marine Agency, in collaborazione con la NOVA Productions of Canada ha annunciato nell'agosto del 2001 il ritrovamento dei resti del relitto del Mary Celeste, fatto volutamente naufragare dal capitano Stoker il 3 gennaio 1880 a Rochelais Bank presso Miragoane, Haiti.

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