Le Grandi Alpi nella cartografia 1482-1885
Volume I°: Storia della Cartografia alpina

Volume II°: Storia della Cartografia alpina
Laura e Giorgio Aliprandi
Priuli & Verlucca Editori 2005 
pp. 360, con 360 immagini (Volume Primo)
pp. 384, con 370 immagini (Volume Secondo)


Volume Primo

Volume Secondo

Motivazione del PREMIO GAMBRINUS "GIUSEPPE MAZZOTTI", assegnato a questo volume per la Sezione Montagna, il 18 novembre 2006:

"Risultato di un 'accurata ricerca, l'opera nasce da una passione competente e determinata. Illustra le tappe di evoluzione della cartografia alpina basandosi anche su documenti inediti e rari, spesso individuati e acquisiti con difficoltà. Tale insolita ricchezza di documentazione antica non pregiudica una visione moderna, anzi propone elementi concettuali aggiornati per la miglior comprensione di base delle nostre Alpi, destinata non solo agli specialisti, ma a tutti coloro che hanno interesse per il mondo della montagna. Il testo accompagna il lettore a riconoscere non tanto la nascita di un'entità geografica, quanto lo sviluppo di conoscenze che costituiscono l'ossatura del concetto di territorio, che oltre gli aspetti naturalistici considera quelli politici, religiosi, economici e militari tra il 1482 e il 1885".

La storia di questo libro nasce nel 1970, quando tre persone che soggiornavano abitualmente durante le vacanze in Val d'Ayas, ad Antagnod, un medico, una farmacista e un dirigente d'azienda, iniziarono uno studio sull'antica cartografia della Valle d'Aosta. L'elemento scatenante fu casuale: l'acquisto da parte di uno di loro di una carta geografica antica del Piemonte per un dono.

Le tre persone con passione iniziarono così uno studio sulla cartografia delle Grandi Alpi che li portò a pubblicare dopo quattro anni, nel 1974, il volume Le Grandi Alpi nella cartografia dei secoli passati 1482-1865. Il libro ebbe successo, l'edizione fu esaurita in poco tempo ed entrò nella dotazione delle principali biblioteche civiche e private europee e in quelle delle Università americane. Attualmente è reperibile solo sul mercato antiquario ed è diventata un'opera molto richiesta.
Purtroppo dopo un solo anno dalla pubblicazione del libro uno degli autori, Massimo Pomella, che era stato l'ideatore del progetto, venne a mancare prematuramente. Proprio in sua memoria, e tenendo presente i suoi insegnamenti sulla cartografia, Laura e Giorgio Aliprandi continuarono sistematicamente le ricerche iniziate, pubblicando testi e articoli di cartografia alpina settoriale, ad esempio sul Monte Bianco in collaborazione con la Bibliothèque Nationale di Parigi nel 1984, sul problema delle migrazioni walser a sud del Monte Rosa, tenendo conferenze e organizzando mostre di cartografia.

Stimolati da amici e dallo stesso editore, circa tre anni fa Laura e Giorgio Aliprandi si misero ad ordinare l'imponente documentazione raccolta in questi trent'anni che sarebbe servita per porre le basi di un nuovo testo, sollecitati anche dal fatto che in tutto questo tempo non era apparso nella letteratura alpina un volume analogo e cioè uno studio sistematico della cartografia delle Grandi Alpi che, intrecciato agli eventi storici, fosse finalizzato anche allo studio degli antichi passaggi. L'opera attuale Le Grandi Alpi nella cartografia 1482-1885 è un'indagine di cartografia storica in quanto gli autori hanno cercato di ritrovare nelle carte geografiche le tracce delle vicende umane, politiche, militari e religiose che costituiscono la storia del territorio alpino.

 Lo studio dei toponimi, delle frontiere e soprattutto dei colli che rappresentano la parte più "umana" che la cartografia delle Alpi può offrirci, ha consentito di realizzare questo volume. Per gli autori la carta geografica non è una semplice rappresentazione del territorio come sempre è stata considerata, ma un "documento storico" fino ad ora trascurato nella storiografia: la frase latina "Historiæ oculus geographia" sintetizza il loro modo di considerare l'argomento della cartografia alpina. Il vecchio testo del 1974, completamente rinnovato, ha costituito per gli autori un punto di riferimento di cui hanno tenuto presente solo l'impianto e il piano dell'opera. La quantità di materiale raccolto ha permesso di suddividere il lavoro in due volumi: il primo di questi, quello di cui si parla, è dedicato alla storia della cartografia alpina, che illustra come la scoperta delle Alpi da parte dei cartografi sia stata lenta e graduale; la ricerca è stata finalizzata soprattutto alla descrizione dei colli utilizzati per motivi commerciali, religiosi, militari.

È stato un lavoro impegnativo e gravoso, difficile da organizzare anche perché il materiale raccolto in tanti anni di ricerca assommava a più di 700 carte, ridotte a circa 500 effettivamente utilizzate per la pubblicazione e elencate alla fine del secondo volume in un catalogo riassuntivo. Quest'opera di largo respiro si può considerare la "summa" delle carte geografiche antiche relative alle Grandi Alpi, che mai sono state una barriera e mai, grazie ad un sistema di colli e passaggi ben messi in evidenza dallo studio cartografico, hanno diviso le genti al di qua e al di là della catena alpina.



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Assonanze

Le Alpi. Una regione al centro dell'Europa di Werner Batzing. Bollati Boringhieri 2005, pp. 496, coll. Nuova Cultura, illustrato. Una grande ricerca che è anche un atto d'amore. Batzing, che ha profonda conoscenza di queste montagne, esprime in ogni pagina l'affetto e il rispetto che nutre per l'ambiente alpino ogni suo aspetto. L'ammirazione per il paesaggio naturale, e ancor più per i paesaggi agrari creati dal lavoro dell`uomo, non trascura altri aspetti di quello straordinario mondo, troppo spesso ignorati: le città, le industrie, i corridoi di transito, le grandi infrastrutture. Perchè le Alpi sono anche questo, ed è in questo contesto non sempre bello che dalla Rivoluzione industriale in poi vive una porzione rilevante della popolazione alpina.

Le Alpi nella storia d'Europa di Luigi Zanzi. Cda&Vivalda 2005, pp. 480, illustrato. Un volume dedicato a tratteggiare in breve compendio la complessa vicenda delle Alpi nella storia d`Europa, le complesse problematiche che riguardano una storia concepita nell'interazione delle sue differenti regioni ambientali, con particolare attenzione al ruolo cruciale in essa svolto dalle Alpi" quale fulcro di una grande cultura e civiltà della montagna. Riercorre le tappe della scoperta delle Alpi dall'inizio dell'età proto-storica fino all'attuale nuovo ésprit di montagna elaborato dalla comunità dei Walser; elabora la necessità di un ruolo decentralizzato delle aree montane a favore di "regioni ambientali".

Alpi. Una grammatica d'alta quota di Paolo Paci. Feltrinelli 2003, pp. 280, coll. Traveller. Lautore, giornalista sull'orlo della cassa integrazione e alpinista pentito, si mette in viaggio nelle Alpi, progettando di partire dalle Giulie, a est, e arrivare al Monte Bianco, a ovest, in un'unica soluzione: lungo il percorso incontrerà i rappresentanti delle culture minoritarie, depositari di lingue e costumi che l'isolamento secolare della montagna ha contribuito a far sopravvivere. Sloveni, tedeschi, friulani, ladini, walser, valdostani di dialetto patois, tutti con in tasca il passaporto italiano e con la memoria di una lingua diversa. A volte, con la nostalgia di una diversa patria.

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E' possibile consultare un'anticipazione delle pagine del volume in formato PDF® al seguente indirizzo: http://www.priulieverlucca.it/