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A bordo del
Roger Henry, una piccola imbarcazione d'acciaio, Alvah Simon e
la moglie Diana decidono di affrontare un intero anno
nell'artico canadese. Li accoglierà una piccola baia di fronte
all'Isola di Baffin, e nell'attesa che il ghiaccio intrappoli la
barca, si preparano a vivere un'avventura estrema, immersi nella
natura selvaggia, lontani 150 chilometri dal più vicino
villaggio Inuit. |
Un cutter di undici metri dallo scafo d'acciaio, bloccato dal ghiaccio,
giace all'interno di Tay Bay, un'insenatura dell'isola di Bylot, nordest
canadese, oltre il circolo polare artico. L'ultima luce di ottobre
avvolge lo scafo, prima di lasciare il passo alla lunga notte artica;
all'interno, un uomo che ha deciso di trascorrere da solo l'intera
stagione invernale a bordo, in completa autosufficienza, deciso a capire
cosa significhi vivere a quelle latitudini, sotto la continua minaccia
dell'attacco degli orsi, motivato a comprendere, fin dove gli è
possibile e fino a quando glielo consentiranno la natura dei luoghi e le
proprie risorse, lo spirito che anima il popolo Inuit.
L'avventura di Alvah Simon e di sua moglie Diana era cominciata un anno
prima, quando il sogno di affrontare insieme la permanenza nell'artico
era diventato una strada percorribile nella realtà. Da allora tutti i
loro sforzi si erano rivolti alla complessa organizzazione necessaria
per la riuscita del progetto, uno sforzo tanto più complesso perché
"viziato" da una decisione controcorrente, quella di non
affidarsi ad alcuna sponsorizzazione. Saranno gli amici, la rete di
conoscenze maturate da Alvah Simon nel corso degli anni durante le sue
lunghe navigazioni in barca a vela intorno al mondo, ad aiutare la
crescita del progetto e ad evitare qualunque marchio sull'impresa.
L'intestazione dei capitoli del libro scandisce il ritmo della
narrazione, insieme ai ritmi della natura: Camden, Maine, giugno 1994,
tredici ore di luce…Baia di Melville, agosto 1994, venti ore di luce…Tay
Bay, novembre 1994, zero ore di luce. La baia, a nord della grande Isola
di Baffin, accoglie Alvah e Diana con il suo abbraccio gelato, e fissa
nel tempo e nello spazio le ansie e le speranze dello scarno equipaggio,
del quale fa parte anche una gatta, Halifax, raccolta in un porto, lungo
la rotta di avvicinamento. Un evento imprevisto fa però cambiare di
segno all'impresa: Diana è costretta a rinunciarvi subito, ma Alvah
decide di rimanere. Il 12 ottobre, nel momento in cui l'elicottero che
trasporta la moglie scompare dietro l'orizzonte, l'uomo si rende conto
che una scelta definitiva è stata compiuta, una scelta che non consente
ripensamenti: quella che doveva essere già un'impresa difficile,
diventa proibitiva, al limite della pazzia.
Inizia così il racconto della lunga lotta contro le forze dell'Artico,
ma anche l'inizio di un conflitto continuo della mente: il pensiero non
riconosce più le coordinate del vivere precedente, disorientato, alla
continua ricerca di un equilibrio, sottoposto alle sollecitazioni delle
incombenze quotidiane fatte di piccoli gesti che non ammettono errori,
perché nella notte artica un'azione maldestra, dal sapore per noi
insignificante, può voler dire morire.
Nonostante il libro presenti un tratto mistico comune ad altri resoconti
avventurosi di scrittori americani, la convinzione di essere guidati da
una mano misteriosa che protegge e guida ogni passo, e che nella parte
finale porta Simon ad affermare di aver scoperto la vera essenza del
saper umano, nientemeno che "la rivelazione", A nord, verso la
lunga notte rimane comunque una testimonianza importante sulle immense
capacità di adattamento dell'essere umano in condizioni estreme, sulle
strategie che la mente umana mette in atto per fronteggiare le
difficoltà. Le pagine di Alvah Simon, uomo del ventunesimo secolo, ci
avvicinano allo spirito dei grandi esploratori del passato, alle paure,
alle speranze, ai fallimenti di coloro che furono affascinati dalle
immense distese artiche, ma ci fanno conoscere anche i semplici
accorgimenti escogitati dal popolo Inuit per poter vivere in quelle
distese gelide.
Assonanze
James Houston, Alla scoperta degli Inuit. Vita quotidiana con gli
eschimesi, Piemme, 1999, pp.376. Il diario dei quattordici anni
trascorsi da Houston in una comunità Inuit nell'artico canadese, nella
quale si era stabilito alla fine della seconda guerra mondiale.
Jorn Riel, Safari artico, Iperborea, 1998, pp.152. Il sogno di un
diciannovenne: diventare cacciatore artico
Artico e Antartico, De Agostini, Milano, 1995, pp.64. Reportage
fotografico su animali, piante e uomini che popolano queste terre.
Links
www.south-pole.com La storia
dell'ammiraglio Richard Byrd (1888-1957), esploratore antartico e autore
di Alone, il libro nel quale raccontò i quattro mesi trascorsi tra i ghiacci.
www.tapirisat.ca Inuit
Tapirisat of Canada. Storia, cultura, politica, ambiente degli Inuit
canadesi.
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