Bill Bryson, Una passeggiata nei boschi, A Walk in the Woods, traduzione di Giuseppe Strazzeri, Guanda, Parma, 2000, 
pp.307, € 13,43

in copertina dipinto di Graziella Marchi

Lo scrittore americano (Des Moines, Iowa 1951), con il tono autoironico e divertito già conosciuto in America perduta, racconta una stravagante e comica vacanza nei Monti Appalachi insieme ad un improbabile compagno d'avventura, tra inclemenze del tempo, nugoli d'insetti ed incontri con animali selvatici. Le difficoltà del trekking, le pigrizie dell'amico e gli incidenti sempre in agguato nella vita tra boschi e montagne non esauriscono l'interesse del libro che affronta spesso anche temi importanti, come la tutela dell'ambiente e della natura selvaggia, proponendo interessanti scorci di storia del paesaggio americano.

L’Appalachian Trail si snoda per 3400 chilometri da Springer Mountain (Georgia) al Mount Katahdin (Maine) lungo l’omonima dorsale montuosa, attraversando quello che resta delle immense foreste che ricoprivano i territori orientali degli Stati Uniti; boschi ricchissimi di varietà vegetali e animali oggi purtroppo minacciati dalle piogge acide.
L’idea di percorrere una tale distanza con le proprie gambe, immerso in uno scenario naturale così grandioso, appare a Bill Bryson (quarantenne giornalista e scrittore, narratore e protagonista del libro) davvero straordinaria. Considerando razionalmente la cosa, Bill ammette di non avere grande esperienza di lunghe percorrenze ma l’entusiasmo rimuove ogni dubbio, anche se la lettura di un volume intitolato Attacchi degli orsi: cause e metodi di prevenzione ne fa vacillare la sicurezza e lo sconsiglia ad intraprendere il viaggio da solo. Non appare però facile trovare un compagno disposto ad una tale fatica, e quando sembra rassegnato ad una solitaria avventura, trova la disponibilità di un vecchio amico, Stephen Katz, completamente digiuno di camminate, sovrappeso, con qualche guaio con la giustizia e una pericolosa inclinazione al bere.
Comincia con queste premesse, non certo rassicuranti, il racconto ben scritto di una Passeggiata nei boschi che propone le decine di situazioni vissute in prima persona dai due neofiti camminatori di lunga lena. E’ come trovarsi appollaiati sullo zaino di Bill mentre con respiro affannoso illustra, con divertimento e ironia, le bellezze del paesaggio naturale delle Great Smoky Mountains o della Shenandoah Valley; racconta storie di incontri ravvicinati tra lupi, orsi o puma e ignari amanti della natura; analizza i difficili rapporti con la ben più insidiosa fauna umana che abita i rifugi. Le pagine scorrono così fedeli alla realtà tanto da permetterci, se aguzziamo la vista, di intravedere laggiù in fondo, appena dietro gli alberi, la figura del compagno d’avventura Stephen in perenne ritardo sulla tabella di marcia, mentre arranca preso da un irriferibile imprecare. Il comportamento da svagato escursionista di Stephen offre situazioni davvero comiche fin dall’inizio dell’impresa quando dopo pochi chilometri di sentiero, distrutto dalla fatica ed esasperato dalla pesantezza dello zaino, decide d’impulso di gettare giù da un burrone ogni cosa che le capita a tiro: salsicce, riso, carne in scatola, zucchero. Alle rimostranze di Bill sulla gravità del fatto non saprà che opporre un più sommesso proferire di maledizioni verso le attività all’aria aperta e le incertezze del cammino, confidando poi candidamente  allo stesso Bill di essersi sbarazzato anche degli indispensabili filtri per il caffè del peso di pochi grammi.
Ad attenuare l’inevitabile scoramento per una spedizione che si fa sempre più difficile, l’incontro con ben più curiosi personaggi dalle sembianze quasi mitiche lungo l’Appalacchian Trail: solitari camminatori con equipaggiamenti ultramoderni (con tanto di tenda che si monta da sola e sistema satellitare di orientamento) costretti a ingloriosa resa per la pesantezza dello zaino; anziani escursionisti che si perdono spesso, autori di lunghe peregrinazioni circolari che li fanno giungere dopo chilometri al punto dal quale erano partiti, e questo nonostante le numerose e precise segnalazioni rendano umanamente impossibile smarrirsi; gruppi di scout guidati da adulti sprovvisti di una qualsiasi cognizione sull’allestimento di un campo; orde di attempati turisti del week-end che assalgono le pendici della montagna armati di ogni possibile attrezzo adatto a cucinare e ad allestire banchetti. Bill ci guida alla scoperta di tali e tanti curiosi amanti della natura, facendoci conoscere gli innumerevoli modi di intendere la vita all’aria aperta del popolo americano, senza risparmiare critiche alla gestione dei parchi nazionali responsabile spesso di consentire un vero e proprio saccheggio ambientale.
Vi sono però anche interessanti digressioni alla scoperta delle cittadine vicine al tracciato (e dove i pericoli assumono forme, per così dire, più evolute); si viene a conoscenza ad esempio dell’esistenza della città mineraria di Centralia, Pennsylvania. Divenuta nel corso di un secolo un centro discretamente ricco e accogliente, abitato da duemila persone e organizzato come la più tipica delle cittadine americane, ha la sfortuna di trovarsi sopra un giacimento di ventiquattro milioni di tonnellate di antracite. Il primo incendio sotterraneo scoppia nel 1962 e da allora, dopo anni di inutili tentativi di salvare la città, la zona viene evacuata e la ricca comunità scompare avvolta dai fumi infernali, trasformandosi in un’attrazione turistico-geologica.

Il tono del racconto di Bryson è, come si è detto, sempre divertito e sinceramente autoironico, pronto a coniugare satira di costume, temi ambientalisti e storia del paesaggio americano che consente di giungere, attraverso una scrittura semplice e spigliata, ad un risultato d’insieme di piacevole lettura.


Assonanze

Bill Bryson, America perduta. In viaggio attraverso gli USA, Universale Economica Feltrinelli, 1997, pp.304, lire 14.000.
John Muir, La mia prima estate sulla Sierra, Vivalda Editori,Torino, 1995, pp.218, lire 35.000.
Muir (1838-1914), pioniere della protezione ambientale, è considerato negli Stati Uniti il capostipite dei camminatori nella natura selvaggia.


Links:

www.atconf.org sito ufficiale Appalachian Trail Conference

www.aldha.org Appalachian Long Distance Hikers Association

www.internationalat.org Sentier International des Appalache (francese e inglese)


© 2001 Riproduzione riservata