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Un'attesa
che muta in speranza di riscatto nell'animo del nobile François
di Bardonecchia, il protagonista di questo romanzo d'esordio che
l'autore ha imparato a conoscere consultando biblioteche ed archivi
italiani e francesi. E' narrazione di guerra, violenza, ribellione
quella che sale dalla Via dei lupi, un trascinante
susseguirsi di avventure di un nobile medievale che troviamo,
all'inizio del romanzo, assistere in una limpida mattina di giugno dell'anno
1334 al saccheggio e alla distruzione del castello di Tor D'Amont
e di tutti i suoi possedimenti da parte delle truppe dei cavalieri
al comando del Delfino Guigo III. Quello stesso principe da
François servito con fedeltà ma dal quale aveva ricevuto in cambio
il tradimento: la seduzione dell'amata giovane figlia. L'affronto
accende nel nobile la sete di vendetta spingendolo all'alleanza
militare con il duca Aimone di Savoia, antico rivale. Il libro,
lontano dall'esaurirsi nell'intreccio cavalleresco medievale d'amore
e guerra, acquista originalità grazie soprattutto ad una trama
narrativa tessuta ricorrendo a situazioni, ambienti e descrizioni
nei quali è la natura a dominare. Quindi, leggeremo di
tradimenti, assalti e battaglie senza cadere nello sterile
racconto di maniera perché avremo dalla nostra l'equità delle forze
della natura che si abbatteranno su vincitori e vinti, la
durezza delle stagioni, gli animali dei boschi, la fatica dei
passaggi nella selva. Dopo aver assistito ai banchetti dove scorrono
vini di Borgogna e Bordeaux, avremo la sensazione palpabile dello
sfinimento per mesi passati nelle foreste alla ricerca di cibo, e
parteciperemo alle riunioni sediziose nei villaggi sulle montagne
così come alla cerimonia di sottoscrizione, tra le mura del
castello di Briançon, del giuramento di fedeltà al Principe.
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