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Nathaniel
Philbrick
Nel cuore dell'oceano
La vera storia della baleniera Essex
Garzanti, 2004, pp. 344, illustrazioni in b/n |
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"Nantucket! Prendete la carta geografica e cercatela. Vedete
come occupi un angolo sperduto del mondo; come se ne stia là, lontano
dalla costa, più solitaria del faro di Eddystone. Guardatela: una
semplice collina, e dune di sabbia; tutto spiaggia, senza
retroterra", così Herman Melville nel suo Moby Dick esordisce
nel capitolo dedicato alla cittadina baleniera per eccellenza del New
England. E proprio dal porto di Nantucket salpò la mattina del 12
agosto 1819 la vecchia baleniera Essex al comando del ventottenne
capitano George Pollard Jr., al suo primo incarico alla guida della
nave, la cui tragica vicenda che la vide protagonista, affondata in
pieno Oceano Pacifico al largo delle Isole Galapagos in seguito al
sorprendente attacco di un enorme capodoglio, divenne motivo
ispiratore dell'opera di Melville. La storia l'aveva ascoltata dal
giovane figlio del primo ufficiale dell'Essex Owen Chase, che
fece avere a Melville anche una copia del diario del padre, Narrative
of the Most Extraordinary and Distressing Shipwreck of the Whaleship
Essex, per centocinquant'anni la sola memoria diretta di cui si
aveva conoscenza. Tuttavia, nel 1980 un manoscritto rinvenuto
vent'anni prima nel solaio della signora newyorkese Ann Finch a cui non
si era dato importanza, si rivelò invece essere la testimonianza di
Thomas Nickerson, un altro dei superstiti, mozzo quattordicenne di
Nantucket alla sua prima esperienza oceanica proprio a bordo dell'Essex.
Inaspettatamente dunque un nuovo documento riportava alle cronache l'infernale
esperienza vissuta dagli uomini una volta abbandonata la nave.
Vagarono nell'oceano per settimane a bordo di tre lance, tra l'altro
sfiorando prima l'arcipelago delle Tuamoto e poi l'isola di Henderson,
dove trovarono insperato ma temporaneo rifugio, costretti per
sopravvivere a ricorrere al cannibalismo nei confronti dei loro
compagni morti e, in un'occasione, all'atroce decisione di tirare a
sorte chi tra loro sarebbe stato ucciso per nutrire gli altri.
Nathaniel Philbrick, autore di saggi storici e ricercatore presso la Nantucket
Historical Association e direttore dell`Egan Institute for
Marines Studies, ricostruisce sulla base della più ampia
documentazione oggi disponibile, l'intera vicenda allargando il campo
d'indagine storica alla comunità quacchera dell'Isola di Nantucket,
un vero e proprio microcosmo sociale, economico e religioso fondato
sullo sfruttamento e la commercializzazione di migliaia di barili di
olio di balena, allora una delle materie prime più richieste sul
mercato. Una comunità in cui le donne svolgevano una ruolo fondamentale
data la lunga permanenza degli uomini in mare (la stagione di caccia di
una baleniera poteva durare anche due anni) e l'altrettanto breve sosta
a terra (ridotta a tre/quattro mesi), con la responsabilità non solo di
allevare i figli, ma anche di mantenere faticosamente la complessa rete
di rapporti personali e commerciali che faceva funzionare la comunità. Nel
cuore dell'Oceano non è solo dunque il racconto di una
straordinaria e terribile vicenda, ma anche dell'irripetibile esperienza
di una comunità fondata sulla indissolubile relazione tra uomini e
cetacei, che ritroviamo riunita sul molo di Nantucket "folla
silente in preda a un timore reverenziale" - come ebbe a
scrivere un testimone - ad accogliere il ritorno del più importante dei
sopravvissuti, il capitano George Pollard Jr. Era il 5 agosto 1822.
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© 2005 Riproduzione riservata
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Assonanze
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La
corrida delle balene di Cesco Tomaselli. Touring Club Italiano
2004, coll. Reportage 1900, pp. 177. Nel 1938 Cesco Tomaselli, uno
degli inviati di punta del `Corriere della Sera`, venne chiamato
nell`ufficio del suo direttore: da lì sarebbe cominciata un`avventura
umana e professionale indimenticabile. Un lungo viaggio verso
l`Antartide, dove mai prima di allora si era spinto un italiano, a
bordo della baleniera norvegese Anglo-Norse, per scoprire e vivere la
caccia al grande animale. Una testimonianza straordinaria, un
reportage serrato e sorprendente nella sua attualità.
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Moby
Dick di Herman Melville. Mondadori 2004, pp. 700, coll. Grandi
Classici Mondadori Ismaele, narratore e testimone, si imbarca sulla
baleniera Pequod, alla guida del capitano Achab il quale ha giurato
vendetta a Moby Dick, un`immensa balena bianca che in un viaggio
precedente gli aveva troncato una gamba. Inizia un inseguimento per i
mari di tre quarti del mondo, tra lunghe attese, discussioni,
riflessioni filosofiche.
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I
balenieri di Quintay di Francisco Coloane. Guanda 2000, tascabile,
pp. 174. Le storie d'avventura, di natura e di mare ambientate da
Francisco Coloane nel grandioso scenario dell'estremo limite meridionale
del continente sudamericano. Le gesta dei mitici balenieri, che danno il
titolo al volume al largo delle coste argentine e cilene; il naufragio
di un gruppo di cacciatori di foche e la loro strenua lotta per la
sopravvivenza; il racconto di una terribile tempesta intorno a Capo
Tamar; le vicende di Patricio Patterson, un avventuriero morto mentre
galoppava nelle sterminate pianure patagoniche e storie di naufragi e
salvataggi, di pescatori e di palombari, di indigeni privati delle loro
terre e della loro dignità.
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Links
http://www.nha.org/ Nantucket
Historical Association
http://www.nha.org/museumshop/shop1.htm
Immagini d'epoca di Nantucket
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