Pellegrinaggio alle sorgenti.
L'incontro con Gandhi e con l'India

Lanza del Vasto
Il Saggiatore 2005, pp. 288, coll. Terre/Idee

Nella seconda metà degli anni trenta, mentre l'Europa sprofonda nella più disastrosa crisi della sua storia, Lanza del Vasto, aristocratico di formazione cosmopolita, intraprende un pellegrinaggio nel subcontinente indiano alla ricerca di una dimensione più alta e più pura dell'esistenza. È il tempo in cui, come avrebbe detto Evelyn Waugh, viaggiare è un piacere e l'India esercita un'attrazione irresistibile sugli spiriti inquieti del vecchio continente. È la sorgente cui attingere per scoprire le radici della nostra civiltà, l'antidoto alla deriva tecnico-bellicista degli stati europei. La meta più emozionante di questi lunghissimi pellegrinaggi a piedi è l'ashram del Mahatma Gandhi: vivrà con lui tre mesi e riceverà l'appellativo shantidas, "servitore della pace".

Lanza del Vasto (San Vito dei Normanni, 1901- Murcia, Spagna, 1981) è lo pseudonimo di Giuseppe Giovanni Luigi Maria Enrico Lanza di Trabia- Branciforte. Di famiglia aristocratica, si laurea in filosofia all'Università di Pisa e si dedica alla poesia, alla pittura, alla musica. In India nel 1937 conosce Gandhi, di cui da allora si considera discepolo.

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