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Michèle
Demai
ALASKA DREAM
A VELA TRA I GHIACCI ARTICI
pref. e trad. della velista Lucia Pozzo.
Magenes Editoriale 2003, pp. 222, € 14,00 |
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"Ho
nostalgia dell'Alaska, questo paese delle meraviglie dove ho passato
tre estati. Una nostalgia crescente e quasi insopportabile. La mia
vita è là. Lo sento, intimamente. Nella purezza dei ghiacci del
Grande Nord e nell'immensità solitaria delle alte latitudini.
Alaska…già la sonorità di questo nome, duro e dolce allo stesso
tempo, incanta e strega. Alaska…la Grande Terra. Alaska…l'ultima
frontiera".
Michèle Demai
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Le isole dell'arcipelago di Alexandre, luoghi in cui si può ritrovare
traccia della sfortunata colonizzazione russa delle terre d'Alaska e del
suo protagonista, quell'Alexandre Baranof (1747-1819), primo ed ultimo
governatore della Russia d'America che per ventotto anni cercò di
mantenere per conto dello zar Alessandro I il controllo commerciale
sulle terre selvagge d'Alaska. Sono proprio le acque di un fiordo
dell'Isola di Baranof ad accogliere in un abbraccio glaciale il
cutter di 42 piedi Nuage e il suo equipaggio francese, costituito
dall'ex giornalista televisiva Michèle Demai, dal compagno d'avventura
Thomas e dal gatto Pungo, un trio deciso a vivere a bordo la stagione
più dura d'Alaska, nonostante i tentativi di dissuasione di qualche
scettico abitante e i commenti sprezzanti degli amici parigini…ma
che cosa ci fai in quel congelatore?. Michèle Demai non è però
donna disposta a cedere al richiamo delle pantofole, se pensiamo che la
barca l'ha costruita lei stessa in giardino in una battaglia quotidiana
combattuta con pannelli di legno, viti, vernici e cacciaviti fino alla
curiosa e trionfale corsa della Nuage sopra un camion tra i
vigneti della Dordogna. Non è velista di poca esperienza, alle spalle
ha già infatti quattro traversate atlantiche e a leggere il suo
curriculum nautico non può passare inosservata l'impresa di…allevare
un gatto-marinaio.
Quando la Nuage lambirà le coste d'Alaska
sarà all'epilogo di un viaggio di trentadue giorni attraverso l'oceano
(e con questa fanno cinque transatlantique!), proseguito con la
lunga risalita verso nord, passando per l'istmo di Panama, dove il
pericolo per una piccola barca a vela sono le enormi navi cargo, ma
anche all'inizio di un itinerario che avrà il culmine nell'inverno
trascorso volontariamente intrappolati nei ghiacci artici.
Prima di vivere
con loro le vicende di Gut Bay, conosceremo gli abitanti delle coste,
storie di oggi e di ieri. Sapremo di Kelly Waeverling, un californiano
innamoratosi dell'Alaska nel 1976 che quando le coste saranno investite
dalla paurosa onda nera fuoriuscita dalla Exxon Valdez in
quel tragico 24 marzo 1989, organizzerà nei giorni e mesi successivi i
soccorsi: duecentocinquanta uomini, quarantacinque barche, aerei ed
elicotteri per ridurre i danni ad un intero ecosistema costiero, a
distanza di quasi quindici anni ancora lontani dall'essere riassorbiti.
Scopriremo la storia bizzarra di Jim Huscroft, vissuto tra le due
guerre per ventidue anni da solo in una capanna, su di un'isola di
Lituya Bay ad allevare volpi e leggere ogni giorno il quotidiano di
esattamente un anno addietro. Ma molte altre dure e semplici vite
scorreranno sulle pagine, storie di uomini e donne che si sono ritrovati
a vivere per caso, ma molto spesso per scelta, in uno dei luoghi più
aspri del pianeta.
Se la permanenza a Gut Bay costituisce il
centro del libro, resoconto di un soggiorno ricco di scoperte, emozioni
e difficoltà tra visite di animali, cambiamenti atmosferici ed
esperimenti culinari, non poteva l'equipaggio della Nuage
privarsi di un'esperienza sulla terraferma, ed eccoli allora cimentarsi
con il mezzo di trasporto più affascinante d'Alaska: la slitta
trainata dai cani. Sotto la guida del più celebre dei musher,
il novantacinquenne Norman Vaughan (nel 1929 incaricato di trasportare
con i suoi cani i materiali fino all'avamposto dell'Ammiraglio Byrd da
cui il grande esploratore americano partì per la prima trasvolata del
Polo Sud) Michèle, Thomas e Mounsier le Chat potranno fregiarsi
dell'appellativo di intrepidi sourdoughs (pasta acida), come
vengono chiamati coloro che l'inverno d'Alaska l'hanno conosciuto
davvero.
di Davide Squarcina
Michèle
Demai ha lavorato a lungo come giornalista per Antenne 2. Grande
viaggiatrice, appassionata di navigazione, ha portato a termine cinque
traversate dell'Atlantico e due del Pacifico e ha percorso più di
ottantamila miglia nautiche. Le sue spedizioni sono narrate , oltre che
i numerosi documentari realizzati da lei stessa, anche nei libri
Pourquoi pas vous? e Il est temps , courons vers l'horizon!. Nel luglio
del 2003 ha concluso insieme alla figlia un itinerario dall'Alaska al
Labrador. La barca è la sua casa.
http://micdemai.free.fr/ Nel sito di Michèle Demai,
diari di bordo, fotografie informazioni e il resoconto dell'ultima
spedizione Passaggio a Nord-Ovest, aggiornato al 24 novembre 2002.
http://www.transpolair.com/info_actu/demai/
Altre notizie sull'autrice.
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Passaggio in Alaska. Da Seattle a Juneau
Jonathan Raban, Einaudi 2003, pp. 411, € 19,00. Raban riprende
la sua esplorazione dell`America meno conosciuta affrontando proprio
l`oceano, o meglio il Passaggio Interno, quel dedalo di bracci di mare
che si estende dall`estremo Nord-ovest degli Stati Uniti all`Alaska,
lambendo la costa occidentale del Canada.
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Nelle terre estreme Jon Krakauer,
Rizzoli, 1999, pp. 270, coll. economici Bur, € 7,80. Nell'aprile del
1992 un giovane di buona famiglia della costa orientale degli Stati
Uniti, laureatosi con lode, fu ritrovato senza vita all'interno di un
territorio selvaggio a nord del Monte McKinley . Krakauer ricostruisce
in modo scrupoloso ed emozionante l'intera vicenda di Chris McCandless,
un fatto che nel 1992 occupò le cronache di giornali e riviste
nordamericane.
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Alaska. Il paese dell`oro e dei ghiacci
Peter Jenkins, Sperling & Kupfer 2003, € 19,00. Diciotto
mesi trascorsi viaggiando per oltre duemila miglia di ghiacci, foreste,
fiumi isole e montagne, visitando piccole comunità, villaggi e città,
utilizzando i più disparati mezzi di trasporto, quali idrovolanti,
kayak, slitte e gatti delle nevi.
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Ho vinto l'Alaska Libby Riddles e
Tim Jones, Piemme 2003, pp. 336, € 18,90. Libby era una "miss
nessuno" quando è partita da Anchorage, una ragazza di 24 anni che
viveva in un villaggio eschimese e inseguiva il proprio sogno. Ma
quando, venti giorni dopo, è arrivata al traguardo di Nome era
diventata la prima donna ad aver vinto la Iditarod, l'inferno bianco, la
più impegnativa gara di sled dog del mondo.
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La
mia Alaska Ann Mariah Cook, Piemme 1999, pp. 430, € 19,63.
Tre novellini catapultati in uno degli ambienti più inospitali del
pianeta per affrontare una sfida terribile, lunga mille miglia. E'
l'incredibile avventura di Ann Mariah Cook, di suo marito George e della
loro figlioletta di tre anni, Kathleen, eroi improbabili partiti per
l'Alaska per correre la Yukon Quest, la corsa per cani da slitta più
dura del mondo.
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