|
Una terza via
da seguire per dare un futuro alle comunità alpine, è la proposta
avanzata nelle pagine del suo nuovo libro da Enrico Camanni, giornalista
e alpinista torinese da sempre appassionato studioso delle vicende che
coinvolgono il territorio delle Alpi. Una nuova prospettiva di sviluppo
capace di uscire dallo sterile contrapporsi di due visioni radicali oggi
condivise da molti di coloro che operano a vario titolo nelle valli
alpine: da una parte l'ideologia "tradizionalista",
orientata ad una "museificazione dell'ambiente alpino e della
sua civiltà tradizionale, a scopo conservativo e a beneficio turistico…
quasi un voler far tornare indietro la ruota della storia";
dall'altra la spinta "modernista", l'idea di un
progresso continuo che soddisfi una sempre crescente domanda turistica
portatrice di sviluppo illimitato, un'idea ormai fallimentare
testimoniata dagli esempi concreti riportati dall'autore di comunità
sospinte a rincorrere ricchezze credute per sempre accumulabili, e
rivelatesi in seguito illusorie, quando la curva degli afflussi
turistici è cominciata rapidamente a scendere, lasciando in eredità un
territorio segnato per sempre. Camanni, nel solco di una tradizione
secolare oggi dimenticata (la prima parte del libro è, non a caso,
un'efficace sintesi della storia alpina e dei rapporti tra montanari e
cittadini), sostiene la necessità di promuovere uno scambio creativo
tra la cultura di montagna e quella di pianura che assuma le forme
di progetti condivisi, la cui base di partenza deve essere la
consapevolezza di agire in un territorio riconosciuto come esauribile,
la cui vera ricchezza è l'ambiente naturale. L'autore riconosce come
ormai molte comunità alpine abbiano fatto propria l'urgenza di uno
sviluppo sostenibile, adottando decisioni di controllo del traffico,
abbandonando "la monocultura dello sci che uccide ogni altro
sviluppo possibile", rivalutando la gastronomia del luogo contro
l'omologazione dei supermercati. Iniziative giuste ma pur sempre slegate
le une dalle altre, incapaci di aggregare comuni e valli vicine, lontane
da un progetto complessivo e ragionato.. Altro punto importante
affrontato, è quello di smettere di considerare la montagna luogo di
rifugio per le genti di città, abbandonando la rincorsa ad
un'idealizzazione che non ha più nessuna ragione d'essere, per
cominciare invece "a costruire una vita autonoma e duratura per le
Alpi" attraverso il recupero della diversità naturale e ed umana
dei territori alpini. Tra gli snodi cruciali per lo sviluppo futuro
delle Alpi, quello dei trasporti. L'autore pone l'accento sulla
"verità dei costi" del trasporto su gomma (tre milioni e
mezzo di camion transitano ogni anno oltre le Alpi, da Ventimiglia a
Tarvisio): "L'attuale scambio delle merci è vincente perché le
spese (i "costi veri") relative all'uso delle infrastrutture
stradali, ai danni dell'inquinamento sulle persone e sull'ambiente, ai
costi sociosanitari imputabili agli incidenti stradali, non vengono
pagati dagli autotrasportatori ma dalla collettività". Risolvere
questo e gli altri problemi riguardanti i territori montani (ad esempio,
nel caso specifico, introdurre pedaggi stradali proporzionati ai
chilometri e alle effettive emissioni e impiegare il denaro per le
infrastrutture ferroviarie) necessita di decisioni politiche capaci di
realizzare quelle importanti indicazioni venute dalla Convenzione delle
Alpi (sottoscritta da tutti i paesi alpini e dall'Unione Europea),
indirizzi in grado di garantire un futuro nel quale le enormi risorse
ambientali delle Alpi siano utilizzate in maniera responsabile e
durevole, secondo principi di prevenzione, cooperazione e
responsabilità.
di Davide Squarcina
Enrico Camanni (Torino, 1957), è stato per sette anni redattore
capo della Rivista della Montagna e nel 1985 ha fondato il mensile Alp,
dirigendolo per quattordici anni. Oggi dirige la rivista internazionale di
cultura alpina L'alpe, in collaborazione con il Musée Dauphinois
di Grenoble. Ha pubblicato numerosi libri sulla letteratura e sulla storia
dell'alpinismo, oltre a due romanzi storici: Cieli di pietra, la vera
storia di Amé Gorret (Vivalda, 1997) e La guerra di Joseph
(Vivalda, 1998), una storia di amicizia sulle Dolomiti durante la Prima
guerra mondiale, con la quale ha vinto il Premio Via Po e il Premio
Itas per la letteratura di montagna. Nel 2000 ha realizzato con
Vincenzo Pasquali il film La montagna inventata, vincitore al
Filmfestival internazionale di Trento tra le opere di produzione autonoma.
Dal 1999 collabora con il quotidiano "La Stampa".
Assonanze
 |
2° Rapporto sullo stato delle Alpi. Dati
Fatti Problemi Proposte CIPRA Internazionale, Edizione
italiana a cura di CIPRA Italia. Centro Documentazione Alpina,
2002, pp. 456 a colori, € 25,31. Nel secondo Rapporto (il
primo si era soffermato sull'importanza del turismo e sulle sue
conseguenze, sulla tutela della natura e del paesaggio, sulla
viabilità ed il traffico nelle Alpi), si pone l'attenzione
sulla popolazione alpina, lo sviluppo sostenibile e sui
cambiamenti climatici. Tavole descrittive e dati statistici
sull'agricoltura montana e le foreste, la produzione ed i
consumi di energia, l'utilizzo e la pianificazione del
territorio, permettono di approfondire scientificamente i temi
trattati. |
 |
Storia delle Alpi 1500-1900. Ambiente,
sviluppo e società di Jon Mathieu, Edizioni Casagrande,
Bellinzona, 2000, coll. Biblioteca di storia, pp. 400, €
30,99. Due sono in sostanza gli interrogativi cui questo ampio
affresco storico intende rispondere. Il primo, di carattere
economico, riguarda le relazioni tra popolazione, sviluppo e
ambiente alpino, mentre il secondo affronta in una prospettiva
sociopolitica il complesso rapporto tra struttura agraria,
società e sviluppo della civiltà moderna. Per singoli nodi
tematici, vengono passati in rassegna i problemi demografici, i
metodi di coltivazione e di allevamento, lo sfruttamento del
territorio, la crescita di centri urbani e le loro dinamiche
interne, il patrimonio ecologico. |
 |
Alpi. Rizzoli, 2001, coll. I libri
illustrati, pp. 191, ill., € 40,28. Dopo un'introduzione
storico scientifica, l'intera catena alpina viene analizzata con
una suddivisione in ventisette partizioni e duecentoventi gruppi
montuosi, dalle Alpi occidentali italiane e francesi a quelle
venete, carsiche e austriache. Le fotografie, di grande formato,
sono corredate da informazioni dettagliate sugli aspetti
geologici, glaciologici, geografici, ma anche sulle tradizioni
degli insediamenti umani del mondo alpino e sulla storia delle
ascensioni alle cime più alte. |
 |
Omaggio alle Alpi di Marco Bianchi,
Mondadori, 2001, coll. Discovery, ill., € 61,97. Maestose
pareti, rupi, gole, crepacci fotografati in quota lungo tutte le
stagioni dell'anno compongono una raccolta realizzata
appositamente per quest'opera. |
Link
www.montagna.org
Comitato Italiano. Nel novembre del 1998,
l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, accogliendo le indicazioni
emerse nel corso della Conferenza sull'Ambiente e lo Sviluppo tenutasi a
Rio de Janeiro nel 1992, ha dichiarato il 2002 Anno Internazionale delle
Montagne, affidando alla FAO il ruolo di agenzia leader per la
realizzazione del progetto. Così è nato l'AIM un'importante sfida, ma
soprattutto una grande occasione, con un principale obiettivo di fondo:
promuovere la conservazione e lo sviluppo sostenibile delle regioni di
montagna, assicurando così il benessere delle comunità montane e delle
popolazioni delle pianure.
© 200 2
Riproduzione riservata
|