Il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga
Dario Febbo, Cinzia Forniz e Cecilia Franceschetti, Franco Muzzio Editore Collana Guide ai Parchi, 1997, pp.140, ill. a colori, € 11,36


"…Vivere la montagna significa anche questo: la possibilità di ritrovare sempre la freschezza delle emozioni della prima volta. Mi fa particolarmente piacere pensare che questa guida aiuterà molti lettori a istaurare con il Gran Sasso e con i Monti della Laga un rapporto simile, per intensità, a quello che in molti modi ha contribuito ad arricchire la mia esistenza".

Carlo Alberto Pinelli,
Coordinatore generale di Mountain Wilderness International


I 150.000 ettari della più vasta area protetta dell'Italia centrale, diventati Parco Nazionale nel giugno 1995, sono compresi nei confini di tre regioni (Abruzzo, Lazio e Marche) e di cinque province. La conformazione di queste montagne si presenta ben distinta in due ambienti dalle caratteristiche molto diverse: da una parte l'asprezza del paesaggio, le pareti verticali, le guglie aguzze del massiccio del Gran Sasso; dall'altra le curve più dolci e sinuose dei boscosi e ricchi d'acque Monti della Laga. Questi tratti naturali distintivi, insieme ai numerosi centri e luoghi di interesse storico sparsi sul territorio, fanno di queste terre un patrimonio culturale e ambientale da difendere. Un'esigenza maturata nel corso del tempo, come precisano gli autori di questa guida nella parte introduttiva, per merito dell'impegno delle associazioni ambientaliste che ha contribuito in maniera decisiva all'istituzione del Parco, impedendo un saccheggio del territorio che negli anni '60-70 sembrava ormai destinato a compiersi con la realizzazione di complessi residenziali e sciistici in quota nei punti di maggior valore naturalistico. Prati di Tivo, nel teramano, è un esempio di come grandi strutture alberghiere in pochi anni possano deturpare un paesaggio a 1500 m di quota, altrimenti splendido. Eppure oggi, proprio in queste zone (Pietracamela ne offre un esempio), molti albergatori sembrano voler valorizzare un turismo meno invasivo, offrendo ospitalità in alberghi all'interno dei piccoli centri e borghi medievali; una sensibilità imprenditoriale che la piena operatività del Parco, oggi solo agli inizi rispetto ai parchi storici, non potrà non sostenere ed incentivare.
La guida, pubblicata con l'autorizzazione dell'Ente Parco, curata dai biologi Dario Febbo (autore di ricerche su lupo, orso e lontra e coordinatore del Progetto Parchi della Regione Abruzzo) e Cinzia Forniz (impegnata nel censimento della fauna presso il centro Regionale di Documentazione della Regione Lazio, collaboratrice RAI nella realizzazione di documentari naturalistici), oltre che da Cecilia Franceschetti (naturalista, esperta di progetti e iniziative per la gestione delle aree protette, membro del Comitato di gestione del Parco Nazionale del Circeo), è un buon esempio di come si possano offrire pubblicazioni che prendano in considerazione tutti gli aspetti riguardanti un parco nazionale in modo compatto ed essenziale, senza rinunciare per questo alla qualità e alla cura delle informazioni sulla base di una sicura competenza degli autori.
La prima parte presenta le caratteristiche del Parco, il suo territorio, gli aspetti vegetazionali e faunistici. La descrizione delle specie segue un'opportuna (vista la varietà biologica del Parco) suddivisione in cinque ambienti: l'ambiente dei querceti, la faggeta, le praterie montane, l'ambiente delle alte quote e quello acquatico, una suddivisione che permette di comprendere subito gli elementi originali dell'area protetta.
Si capisce così l'importanza della presenza sul territorio di veri e propri relitti biogeografici come gli ultimi nuclei di abete bianco, diffuso (ne sono testimonianza toponimi come Selva degli Abeti di Tossicia) fino al XIX° secolo su tutto l'Appennino ma decimato dall'utilizzo intenso del suo legno nelle costruzioni edili e navali.
Si scopre come un lago artificiale (il Lago di Campotosto), per il discreto grado di naturalità delle acque e la presenza in alcune zone di una consistente vegetazione ripariale, rivesta un ruolo importante come zona di rifugio e nidificazione per molte specie di uccelli acquatici.
Ci si orienta tra i nomi di decine di fiumi, torrenti, sorgenti che formano, su tutto il territorio del Parco ma in particolar modo sui Monti della Laga fatti di arenarie e marne, un sistema idrografico capace di ospitare, come accade nelle acque del Rio Garrafo o del Rio Arno, il tritone alpestre, il raro ululone dal ventre giallo o la trota fario.
Nella seconda parte gli autori definiscono e aiutano a riconoscere, a partire dal racconto dell'insediamento dei primi nuclei stabili 20.000 anni fa, i caratteri che ha assunto lo sviluppo delle comunità dei contadini-pastori lungo le vie d'erba, gli aspetti del paesaggio agrario, il rapporto tra l'uomo e l'ambiente naturale. Non vengono trascurate, seppure attraverso una rapida sintesi, le testimonianze storiche rappresentate da castelli, monasteri, centri storici rilevanti per le tipologie architettoniche e per i segni della cultura popolare che conservano.
L'agile testo propone anche otto interessanti itinerari escursionistici, fornendo per ognuno la cartina d'orientamento, difficoltà, durata oltre naturalmente all'indicazione delle curiosità e dei principali punti d'interesse sul percorso. La scelta potrà cadere sulle ricche faggete della Valle del Chiarino, della Valle d'Angri o del Bosco delle Martese; sulla scoperta delle acque del Parco seguendo le valli del Rio Arno fino al cuore del Gran Sasso nella Val Maone o del Rio Garrafo, con le cascate della Volpara; o ancora sulla salita al Corno Grande da Campo Imperatore o sulle creste sommitali dei Monti della Laga dal Monte L'Inversaturo alla Macera della Morte.
Infine vengono indicati due percorsi paessaggistici in auto: il primo, di 80 km, da L'Aquila tocca il borgo medievale di Santo Stefano di Sessanio, le case in pietra di Castel del Monte, Campo Imperatore e Assergi. Il secondo, della lunghezza di una quarantina di chilometri, segue l'intero perimetro del Lago di Campotosto, attraversando i due paesi che vi si affacciano.


Immagini del Parco


Links

http://www.parks.it/parco.nazionale.gran.sasso/index.html - Schede informative a cura della rete nazionale dei parchi parks.it.
http://www.gransassolagapark.it/ - Sito ufficiale del Parco nazionale.
http://www.regione.abruzzo.it/turismo/parchi/gransasso/index.html - Informazioni turistiche.
http://www.minambiente.it/ - Storia, gestione, flora e fauna.


Bibliografia

Di Giuseppe Rossi, presidente del Parco Nazionale, sono stati pubblicati:

La storia dell'uomo nei territori del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, Edizioni Cogestre, Penne, Pescara, 2001, pp.30, ill. a colori; Come è nato un parco. Il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, edizioni One Group, L'Aquila, 2001, pp.143, ill. a colori; La gestione di un grande parco, edizioni One Group, L'Aquila, 2001, pp.106, ill. a colori.

Escursioni Appennino centrale. Laga, Gran Sasso, Velino e Sirente
Francesco Petretti, Gaetano Petretti, Alessandro Petretti
Cierre Edizioni, Collana Itinerari fuori porta, 1998, pp.154, ill. a colori, lire 28.000

Il Parco Nazionale Gran Sasso e Monti della Laga.
Guida alla conoscenza della sua natura e della sua storia

Andromeda Editrice, Collana Guide
1996, pp.72, ill., lire 24.000

Cartografia

Carta Turistica del Parco
Scala 1:50.000, S.E.L.C.A. Firenze, 1998
La mappa realizzata dall'Ente Parco sulla base delle carte dell'Istituto Geografico Militare evidenzia i percorsi escursionistici, la distribuzione della fauna, le aree di maggiore pregio ambientale (castagneti monumentali, flora d'alta quota, particolari zone boschive). Sono indicati inoltre alberghi, pensioni, alloggi agrituristici e Centri Servizi del Parco.

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