Le distese oceaniche,
gli abissi, le creature
marine, le coste, le isole inesistenti, le storie
di navi e sottomarini diventati relitti e quelle
dei nomadi del mare. Scienza, storia e mito
nel racconto dello scrittore inglese già autore
nel 1987 di Playing with water. |
Sono perduto. Questa semplice considerazione già di
per sé inquietante diventa disperante se lo spazio in cui ci si è
smarriti si trasforma in un non-luogo: acque oceaniche. Il ritorno in
superficie del nuotatore solitario che non ritrova più la barca a cui si
era legato prima di immergersi significa terrore, angoscia e un continuo
girare su se stesso tutto solo sospeso nell'Oceano Pacifico.
Sospeso sopra fondali lontani chilometri dai quali lo dividono acque
popolate di vite fluttuanti, rapide oppure immobili, attraversate da
impercepibili richiami, solcate dalle pinne di infinite specie, ribollenti
di vulcani, custodi di velieri piegati sul fondo insieme alle vite di
marinai diventate cibo, ma anche di rifiuti tossici, cavi sottomarini,
petroliere dai serbatoi ricolmi che attendono solo di spezzarsi per
liberare il loro carico di morte.
L'evolversi della semplice vicenda e i pensieri di questo sfortunato
nuotatore introducono ogni capitolo del libro di James Hamilton-Paterson,
innamorato abitatore dei mari capace di disegnare con lo stesso
inconfondibile tratto un viaggio scientifico a bordo della Farnella,
una nave oceanografica britannica che ha il compito di rilevare la mappa
del fondo marino; la vicenda di un sommergibile inglese e del suo
equipaggio (ancor più coinvolgente perché mentre leggiamo quelle pagine
non possiamo non pensare ai giorni della tragedia del Kursk); la vita
delle creature che vivono nei mari profondi che immaginiamo ancora oggi
(al contrario della realtà) tanto più primitive, rudimentali,
preistoriche e mostruose tanto più scendiamo negli abissi, associando
ancora una volta il mare all'idea del tempo, più che dello spazio;
l'epopea dell'esplorazione degli abissi, dal mito di Alessandro che si
cala nel Mediterraneo con la sua gabbia di vetro per scoprire le creature
dell'acqua profonda, fino alle imprese di uomini vaganti dentro scatole
d'acciaio sottoposte a pressioni inimmaginabili.
Un libro denso di vita, storia e scienza in cui ritroviamo un tema come la
pesca di questi nostri anni che saccheggia senza futuro i mari della
pianeta per rifornire i supermercati di oggetti sterilizzati
(parvenze di merluzzi, gamberetti e sogliole), ma anche ad esempio
l'ossessiva ricerca semiarcheologica del Titanic, certo
perfettamente inutile (e irrealizzabile) se non si fosse incrociata sia
con le necessità scientifiche del sottomarino Alvin pronto a
tentare i quattromila metri di profondità, sia con la ricerca militare
che doveva testare nuovi equipaggiamenti, e comunque resa possibile
dall'incrollabile volontà di ricerca che sostenne per tredici anni Robert
Ballard. Quest'ultima una soltanto delle vicende menzionate dall'autore
per farci riflettere su quanto il mare sia capace di agire
sull'immaginazione degli uomini: forse laggiù in fondo crediamo di vedere
noi stessi, quello che siamo stati, quasi un ritorno a casa a lungo
rinviato che ritroviamo nella soddisfazione che proviamo camminando a
ritroso su una spiaggia per entrare nel mare.
Assonanze
L'abisso di Hatutu di Folco Quilici, Mondadori, pp.344, €
17,50
Il romanzo del regista e scrittore italiano narra della ricerca di una
misteriosa creatura degli abissi condotta a bordo di un avvenniristico
minisub.
Il pianeta azzurro di Massimo Mojetta, Mondadori, Oscar Saggi,
2001, € 7,23
Viaggio nella storia e nella vita degli oceani. Il libro ripercorre la
formazione e l'evoluzione degli oceani, descrive i mari alle diverse
latitudini, dai Tropici al Polo, e racconta l'avventura delle onde, delle
maree e delle correnti che animano il mondo sommerso.
Emergenza oceani di Bramwell Martyn, Mondadori, 2001, pp. 60,
illustrato, € 12,39
Un testo della collana "Emergenze" dedicata ai grandi problemi
che riguardano l'ambiente: informazioni fornite da specialisti di
protezione ambientale, notizie scientifiche e un elenco delle principali
organizzazioni mondiali e indirizzi dei loro siti Internet.
Links
http://life.bio.sunysb.edu/marinebio/challenger.html
The voyage of the Challenger. La spedizione scientifica del Challenger,
partita nel Natale del 1872 da Portsmouth e guidata da Wyville Thomson,
non aveva precedenti per finanziamenti, scopi e risultati. Come scrive
Hamilton "in tutto percorse 68.930 miglia e alla fine dei tre anni e
mezzo portò indietro una tale quantità di campioni di piante marine,
animali, acqua di mare, sedimenti dragati e carotaggi che ci vollero altri
diciannove anni per elaborare i dati".
http://www.pbs.org/wgbh/nova/abyss/mission/
NOVA Online adventure. Into the abyss, resoconto di una spedizione
oceanografica nel Pacifico.
http://oceanexplorer.noaa.gov/gallery/gallery.html
NOAA Ocean Explorer Gallery. Storia, tecnologia, esplorazione e forme di
vita negli oceani.
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