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La bibliografia sul grande navigatore è a dir poco sterminata, ma chi
voglia affrontare Colombo senza necessariamente buttarsi nell'oceano delle
pubblicazioni, ora ha a disposizione, nella traduzione di Marco Bosonetto,
un piccolo intrigante volume ben scritto da un autore che non ci
aspetterebbe, quel grande "mappatore" degli Stati Uniti che
risponde al nome di William Least Heat-Moon. Se il primo viaggio di
Colombo si può certamente considerare un'impresa della navigazione capace
di decretare come immaginarie e sbagliate convinzioni e teorie geografiche
maturate nel corso di duemila anni, non altrettanto si può dire delle tre
successive spedizioni orientate a due precisi scopi, il più reale dei
quali non era la cristianizzazione bensì quello di fondare grandi colonie
commerciali. Del primo viaggio Least Heat-Moon ricostruisce il rapporto
con i nativi, ricordando passi significativi tratti dagli scritti di
Colombo: "Questi Indios non hanno armi di sorta, e vanno tutti nudi,
e non hanno destrezza nell'uso delle armi, e sono oltremisura codardi, che
mille non terrebbero testa a tre dei nostri, e sono sì lesti
nell'obbedire, e nel lavorare e seminare e fare ogni cosa paresse a noi
necessaria, che si potrà ottenere che erigan città e vestano panni e
adottino i nostri costumi". Le cose in realtà non andarono così
lisce con gli indigeni, e lo scoprì amaramente Colombo il 27 novembre del
1493 quando, giunto a La Navidad sull'isola di Hispaniola dove aveva
lasciato una guarnigione con il compito di fondare una colonia, vide solo
l'abbandono e la distruzione di un avamposto senza alcuna traccia dei suoi
trentanove uomini. Impossibilitato ad approfondire le origini di un tale
disastro, raccontato splendidamente dallo scrittore José Manuel Fajardo
nel romanzo Lettera dalla fine del mondo, Colombo riprese fiducioso
la
ricerca dell'oro, unica ragione a giustificazione di un secondo viaggio
altrimenti fallimentare agli occhi della corona spagnola, costringendolo
ad inviare missioni esplorative nell'entroterra e promuovere azioni che
spingeranno sempre più gli spagnoli all'inevitabile scontro con i nativi.
Oltre all'efficace sintesi nella ricostruzione degli eventi, Heat-Moon
mostra di avere un approccio originale nei confronti dell'Ammiraglio del
Mare Oceano. Gli riconosce, è vero, nelle pagine che raccontano il
difficile e a volte quasi cieco procedere delle sue navi navigando in
acque allora ignote, di possedere la sapienza dei grandi navigatori, ma
getta nel contempo una luce nuova su comportamenti che a suo parere
risultano anticipatori di una logica di dominio e violenza che diverranno
in seguito la norma. C'è un episodio interessante e rivelatore raccontato
dall'autore: il capo di una delle spedizioni di Colombo sorprende alcuni
indigeni Taino mentre fuggono con qualche vestito sottratto agli spagnoli.
Catturati e deportati a La Isabela (a uno di loro vengono tagliate le
orecchie), Colombo ne ordina la decapitazione, in extremis evitata dalla
richiesta di un cacicco di risparmiare la vita degli arrestati. Anche se
non si arrivò all'esecuzione, questo comportamento và letto come il
primo segnale di un futuro di violenza e sopraffazione per le popolazioni
indigene. Un'ombra tragica oscura dunque la figura dell'inconsapevole
scopritore delle Americhe, ed è la pesante responsabilità "di avere
inaugurato pratiche e attitudini che avrebbero condotto allo sterminio di
interi popoli e culture", e dunque, "nel formulare un giudizio
su Colombo, non si può ignorare che le sue iniziative messe in moto
nell'altro mondo avrebbero portato al più grande genocidio della storia
dell'umanità".
© 2003 riproduzione riservata
Assonanze
Lettera dalla fine del mondo di Josè Manuel Fajardo Tea, 1999, pp.
174, € 6,70. Trentanove uomini, dopo il naufragio della Santa Maria,
vengono lasciati sull'Isola di Hispaniola con il compito di fondare una
colonia. All'iniziale meraviglia di fronte a un mondo nuovo la cui
bellezza dei nativi gareggia con il furore di una natura intatta, si
sostituisce a poco a poco la sete di conquista e l'istinto di
sopraffazione. Accostando documenti e cronache al dissacrante gusto
inventivo del narratore, Fajardo ha dato vita ad un romanzo d'avventura
ambientato in un meraviglioso paradiso caraibico che si trasforma in un
paesaggio di violenza e di morte.
Autobiografia di una caravella di Denis Guedj Longanesi 2002, pp.
84, € 10,00. Se le tre caravelle fossero state quattro, e la quarta non
avesse partecipato per un'avaria dell'ultimo minuto alla spedizione verso
le Americhe? Le vicende di questa immaginaria caravella sono un pretesto
per narrare la meraviglia di quanti, vincendo le proprie paure, si
avventurano nell'ignoto, tra burrasche e ammutinamenti.
L'avventura di Cristoforo Colombo di Paolo Emilio Taviani il
Mulino, 2001, coll. Biblioteca Storica, illustrato, pp. 312, € 18,08. Un
romanzo di fatti veri, una vita di Cristoforo Colombo sempre rigorosamente
documentata, ma insieme aperta all'evocazione dei luoghi, dei personaggi,
degli stati d'animo.
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