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Il racconto
dell'amicizia tra John William Guevara e Omoy-lume, indigeno yámana
della Patagonia divenuto famoso nell'Inghilterra del tempo con il
nome di Jemmy Button, in un libro dove la finzione narrativa si
intreccia alla realtŕ storica dei tentativi di colonizzazione della
Corona inglese. |
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Il missionario, etnologo e fotografo polacco Martin Gusinde
(1887-1969), compě quattro viaggi tra gli indigeni della Terra del Fuoco,
documentando vita sociale e religiosa del popolo degli Yámana, e scattň
le sue ultime foto nel marzo del 1923 sulle rive del Canale di Beagle:
davanti a lui una sessantina di persone, l'intera comunitŕ yámana,
allora "una manciata di uomini a cui un crudele destino riservava
ormai solo pochi anni di vita".I volti e i corpi di uomini, donne e
bambini divengono ritratti immutabili, espressione ultima di una cultura
antica destinata all'oblio. |
Poco meno di un secolo prima John William Guevara, figlio illegittimo di
un inglese e di una creola argentina, voce narrante del romanzo della
scrittrice argentina Sylvia Iparraguirre, incontrava un antenato di questi
ultimi yámana: Omoy-lume, che diverrŕ famoso nell'Inghilterra di quegli
anni con il nome di Jemmy Button perché "comprato" per dei
bottoni, in realtŕ issato a forza a bordo della nave del capitano Robert
Fitzroy e catapultato per due anni nelle campagne inglesi per essere
iniziato alla civiltŕ e divenire il primo tassello della colonizzazione
delle Isole Falklands.
Jack č costretto a ricordare questo suo legame speciale con Omoy-lume da
una lettera dell'Ammiragliato britannico recapitatagli al villaggio di
Lobos in cui vive (un pugno di abitanti dispersi nella pampa) da un
messaggero a cavallo, che lo informa della morte suicida del Capitano e
gli chiede, essendo lui testimone privilegiato e diretto dei fatti, di
redigere un resoconto completo del suo viaggio in Terra del Fuoco, e del
"conseguente destino dello sventurato indigeno che ordinň il
massacro per il quale č stato giudicato".
Da qui prende il via un alternarsi di quadri narrativi, da una parte il
trascorrere lento dei giorni, il succedersi silenzioso delle notti in
compagnia della giovane Graciana e del cane Ayax, passate a scrivere;
dall'altra l'incontro del diciassettenne Jack con i viaggi oceanici, prima
a bordo dell'Encounter e poi del Beagle di Fitzroy (che ospita anche il
grande naturalista Charles Darwin): "Tante cittŕ, taverne,
mendicanti, puttane, tempeste, tante stelle. L'oceano della fine del
mondo, una cittŕ come un oceano, Isabella, una donna yámana e suo figlio
nudi sotto la neve che cadeva, una vela rigida di ghiaccio, due tombe
spazzate dal vento…".
Ne nasce un'opera fatta di schegge temporali, capace di coinvolgere il
lettore in un intreccio di realtŕ e finzione che č il risultato di una
ricerca storico-documentaria unita ad un'indubbia capacitŕ narrativa
della scrittrice di Junín, tutti elementi questi che hanno portato La
terra del fuoco nel 1998 ad essere eletto in Argentina il miglior libro
dell'anno. Ed anche la scelta di ricostruire abbastanza lungamente il
processo a Jemmy Button non toglie respiro al libro che č insieme
racconto della "terra alla fine del mondo" tra Capo Horn e le
Isole Falkland, e riuscita invenzione narrativa di un'immaginaria amicizia
maturata nel tempo in cui esplodeva l'impari scontro tra due culture, una
delle quali destinata a completa distruzione.
Sylvia Iparraguirre (Junín, Buenos Aires, 1947) insegna all'Universitŕ
di Buenos Aires ed č critica letteraria del Clarín e di Página
12. Ha pubblicato due volumi di racconti En el invierno de las
ciudades (1988) e Probables lluvias por la noche (1993), e nel
1996 un romanzo, El parque.
Assonanze
Il selvaggio di Darwin di Nick Hazlewood, Newton & Compton,
2001, pp.255, € 15.44
La vita Jemmy Button in una minuziosa ricostruzione storica.
Terraferma. In viaggio sulle orme dei primi europei in Terra del Fuoco
di Marco Albino Ferrari, Corbaccio, 2002, pp. 288, € 16,50. Il reverendo
anglicano George Packenham Despard fu a capo della Missione Patagonica
nell'isola di Keppel, il luogo nel quale vennero deportati Jemmy Button e
altri yámana. Tra romanzo e libro di viaggio, Ferrari (direttore della
rivista di montagna Alp), racconta la natura selvaggia di queste terre e
le vicende della famiglia Despard.
Storia del fuegino José, Ecig, Genova, 1992. Il racconto di José,
rapito dal baleniere Maurice ed esibito, insieme ad altri compagni di
sventura considerati cannibali, all'Exposition Universelle du centenaire a
Parigi del 1889.
Links
Intervista in inglese a Sylvia Iparraguirre http://www.curbstone.org/ainterview.cfm?AuthID=113
Immagini, testi e molte informazioni riguardanti le popolazioni
indigene della Patagonia.
http://membres.lycos.fr/jes/elsur.htm
La Patagonia attraverso le biografie degli scrittori e i loro libri.
http://surdelsurpatagonia.com/verbonautas/bibliotecavirtual/bibliotecavirtual.htm
Storia, arte, letteratura, antropologia, architettura del sur del sur
del mundo.
http://surdelsurpatagonia.com
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