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Dall'autore
di Caduta libera e Conti in sospeso, un'opera tra
romanzo e reportage alla ricerca del mitico popolo delle Amazzoni,
viaggiando lungo il grande fiume da Bélem a Manaus, attraverso il
Rio Negro fino alle terre degli Yanomani, tra cercatori doro,
raccoglitori di caucciù, banditi, affaristi ed ecologisti. |
Un aereo proveniente da San Paolo sorvola il Rio delle Amazzoni
ampio e marrone coronato da serpeggianti affluenti, per poi planare su
Belém, la città fondata dal capitano portoghese Francisco Vadera nel
gennaio 1616, oggi una metropoli di un milione e mezzo di abitanti
affacciata sulla baia di Guajarà. Dieci chilometri di insediamenti
delimitati dalle distese di foresta bruciata per dare spazio alle fazendas
e al commercio del legname, con gruppi di case in legno costruite su pali,
capannoni industriali e quartieri periferici che circondano con la loro
miseria gli alti palazzi del centro residenziale. Da questa città ha
inizio il viaggio di Juan lungo un itinerario dettato dai movimenti
dell'amico Diodoro Souza (figlio di un portoghese e di una india yanomani)
ossessionato dalle Amazzoni, le mitiche donne guerriere evocate
dall'erudito francese Gaspar de Carvajal al seguito di Francisco de
Orellana nella sua Relazione della Nuova Scoperta del Famoso Rio Grande
delle Amazzoni.
A bordo di navi, di pulmini che stentano sulle fangose strade
forestali, o semplicemente a piedi, il viaggio è tutto un susseguirsi di
incontri con gli abitanti di questo mondo amazzonico che accoglie tutti ed
illude alcuni di loro con promesse di ricchezze mai mantenute. Un mondo
che non può fare a meno di intrecciarsi con la storia della colonizzazione
amazzonica emergente dalla selva: banditi, braccianti, contadini,
indios, cercatori d'oro, ecologisti, affaristi, raccoglitori di caucciù,
prostitute si confondono allora con i conquistatori, gli esploratori
e i viaggiatori di ogni tempo, come il giornalista francese Raymond
Maufrais che insieme al suo cane scomparve nella foresta morendo
probabilmente di fame e del quale venne ritrovato solo il diario in cui si
lamentava di non trovare nulla da cacciare nel fiume e nei boschi
"atrocemente vuoti", luoghi in realtà prodighi di frutti e
animali di ogni tipo ma che bisogna però saper cercare se non si vuole
fare una fine di stenti condivisa in passato anche da molti conquistadores;
o come Henry Ford che sognò negli anni Quaranta una città del caucciù
che doveva diventare il fulcro delle forniture di gomma per le sue
fabbriche di automobili ma la cui ingloriosa fine fu decretata da
un'invasione di funghi degli alberi. Oggi giace silenziosa con i suoi
edifici e macchinari sulle rive del Tapajós avvolta dall'intricata
foresta.
Uno dei passaggi più significativi del libro è il racconto, attraverso
poche righe dallo stile realista caratteristico di tutto il
romanzo-reportage, di un fuggevole incontro di Juan con un contadino ai
margini della foresta nel corso di un faticoso spostamento lungo il fiume
Acre, dal quale emergono l'incomunicabilità e il disorientante disagio
che colpiscono spesso il viaggiatore: "Cominciammo tutti e quattro a
camminare sotto nugoli di zanzare e la pesante calura lungo un sentiero di
fango impraticabile, fiancheggiato da cespugli che superavano l'altezza di
un uomo. Talvolta apparivano gruppi di alberi isolati. Dopo una marcia di
quarantacinque minuti ci incrociò un uomo scalzo che camminava assieme a
un bambino con un machete sguainato in mano. Nessun saluto. L'uomo e il
bambino continuarono per la loro strada finché svanirono tra i cespugli
senza emettere un solo suono".
Nello scrivere questo libro Juan Madrid ancora una volta, e sono
sue parole, confessa di non essere riuscito ad attenersi alla realtà
quanto avrebbe voluto "ma neppure alla pura immaginazione, o comunque
vogliate chiamarla. Diciamo pure che questo libro è il più reale di
quanti abbia mai scritto". Visto che il finale promette un altro
viaggio e un altro libro, il lettore si augura che ancora una volta Juan
Madrid racconti una storia così vera, così immaginaria, così
impossibile.
di Davide Squarcina
Assonanze
Assassinio nella foresta. Gli yanomami, i cercatori d'oro e l'Amazzonia
di Jan Rocha, Bollati Boringhieri, 2001, pp. 134, € 13,43. Nel luglio
1993 un gruppo di indiani yanomani fu massacrato da una ventina di garimpeiros
(cercatori d'oro) in circostanze qui per la prima volta pienamente
chiarite. La ricostruzione degli avvenimenti e del processo per genocidio
che ne seguì pongono il problema della sopravvivenza di comunità
tradizionali di fronte alle forze soverchianti degli interessi economici e
delle complicità politiche, amministrative e militari che, in questo come
in altri casi, hanno garantito la quasi totale impunità dei responsabili.
Amazzonia. I popoli della foresta di Aymone Tullio, Bollati
Boringhieri, 1996, pp. 236, € 15,49.
Il libro è il risultato di una lunga ricerca e di consolidati rapporti
con alcune realtà cooperative locali.
Chico Mendes e la lotta dei seringueiros dell'Amazzonia di Vittorio
Bonanni, Datanews, 2000, pp. 80, € 5,16. La storia della battaglia di
Chico Mendes al fianco dei lavoratori rurali minacciati dalla distruzione
della foresta.
Puroremo. Viaggio in Amazzonia di Franco Monnet, EDT, 1999, pp.
184, € 9,30. Diario dei settantacinque giorni di viaggio e dei 7000 km
percorsi discendendo il Rio delle Amazzoni in una canoa a due posti.
La mission des frontières di Gilles Lapouge, Editions Albin Michel,
2002, pp. 456, € 21,90. La scoperta in Amazzonia di una stele portoghese del
Settecento è il motivo ispiratore di questo nuovo romanzo di Lapouge, pubblicato in Francia, in cui si racconta in uno stile tra il serio
e il comico di una spedizione che ha il compito di trasportare il megalite
di tre tonnellate in piena foresta amazzonica per segnare il confine tra
terre portoghesi e terre spagnole. Mentre malattie, disperazione,
smarrimento e morte segnano presto l'assurda missione, tre partecipanti
all'improbabile impresa decidono di prendere in mano la situazione.
Links
http://gaia.agraria.unitus.it/spediz/amazzon/amazzon.html
Reportage fotografico di Paolo Stefani del Laboratorio di Ecologia
Forestale dell'Università della Tuscia di Viterbo, un ente che collabora
dal 1998 con l'Istituto Nazionale di Ricerca Amazzonico brasiliano nel
realizzare programmi di ricerca per aumentare le conoscenze del complesso
organismo che è la foresta amazzonica, la più grande fonte di ossigeno
del pianeta.
www.mst.org.br
Sito ufficiale dell'MST Movimento dos Trabalhadores Rural Sem Terra
(Movimento dei Lavoratori Rurali Senza Terra). Nato nel 1984, promuove la
legalizzazione di tutte le terre occupate dai contadini e il miglioramento
delle condizioni economiche delle popolazioni rurali brasiliane.
www.funai.gov.br/funai.htm
Sito ufficiale del FUNAI, Fundação Nacional do Indio.
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