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L'efficacia
di un racconto si misura molto spesso con l'immagine forte che rimane una
volta che abbiamo richiuso il libro, o cominciato a leggere il racconto
successivo mentre quello appena terminato ancora aleggia. Allora ci
fermiamo un momento, ed è lì che si fissa l'immagine che sempre
legheremo a quel racconto. Ebbene, la raccolta dello scrittore canadese
Alistair MacLeod, dona molte immagini forti che si rincorrono lungo tutte
le pagine del libro, dove il gusto per le ripetizioni tratto tipico di
MacLeod "raccontatore" di storie come ben rileva Francesca
Romana Paci nell'introduzione, fissa indelebile il freddo profilo della
terraferma di fronte all'isola di Cape Breton, con le scogliere battute
dal mare in tempesta; le grigie movenze delle fredde acque del San Lorenzo
che si uniscono ai ghiacci dell'Artide o ancora i grigi e obliqui
piovaschi che imperversano dal mare. Ho richiamato immagini che ci fanno
partecipi di un mondo fisico, di una natura durissima nella lunga stagione
invernale, ma non si creda questo diventi vuota contemplazione. MacLeod, e
qui le sue doti si fanno evidenti, nel raccontare la natura come presenza
costante a fianco delle vite che accoglie, impone temi intrisi di
struggente umanità: il profilo di un pescatore scozzese che osserva il
gelido inverno dietro ad una finestra, in attesa delle giornate di pesca
(La barca); la lotta di un ragazzo per sopravvivere, insieme al suo cane,
all'abbraccio mortale dei ghiacci (Un cane in inverno, e i cani sono
presenza silenziosa a volte amica, a volte inquietante in molti racconti);
le speranze di un undicenne mentre sotto il caldo sole estivo raccoglie il
fieno con il padre (La seconda primavera); il disperato legame di una
donna per la propria isola, guardiana del faro e del ricordo di un amore (L'isola).
MacLeod ci racconta tutto questo mantenendo una struttura
narrativa semplice, abbandonandosi molte volte a descrizioni che denotano
un gusto per il particolare, oltre che per l'ampio respiro del paesaggio
naturale, per poi passare ad un linguaggio più diretto che diventa
essenziale e rapido nei dialoghi, utilizzando quasi sempre la prima
persona.
Questa scelta stilistica più ci coinvolge, più ci fa scoprire
la vita delle comunità scozzesi e irlandesi delle Maritimes, rivelando il
legame di un popolo con la propria terra, le proprie origini e la propria
cultura. MacLeod, narrando di genti che sentono più vicina la lontana
terra europea piuttosto che la terraferma canadese e di comunità
impegnate a far sopravvivere le tradizioni attraverso l'uso della lingua
come tra i minatori di Sipario sull'estate, ci trasmette il proprio legame
con luoghi toccati dal navigatore Giovanni Caboto sul finire del XV secolo
e ci offre l'occasione di ascoltare il semplice canto gaelico svelare un
mondo: Pure tu durerai amore mio/Come lo scoglio sotto il mare/Tanto a
lungo quanto le onde/ Che gli battono contro per sempre.
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Dello
stesso autore Calum il rosso Frassinelli 2001, pp. 270, € 15,24.
Un libro nel quale MacLeod narra le vicende di una grandiosa saga,
mostrando i sentimenti, le emozioni e i valori profondamente
condivisi, ammantandole di leggenda. Gli episodi hanno per
protagonisti non solo un`umanità coraggiosa ma anche la furia
dell`oceano in tempesta, il biancore delle distese ghiacciate, le
balene che volteggiano vicino a riva, i cavalli e i cani fedeli
compagni di lavoro. L'autore ha vinto Vincitore con questo libro
l'IMPAC di Dublino International Impac Dublin Literary Award
2001,
prestigioso premio letterario irlandese. |
Link
http://www.railibro.rai.it/interviste.asp?id=76 Intervista ad Alistair
MacLeod
Assonanze
Chiedi perdono
(Fall on Your Knees), Ann-Marie MacDonald, Adelphi, 1999, pp. 589
€ 17,56.
E il primo romanzo della MacDonald, vincitore del Commonwealth
Writers Prize 1997, e racconta la tragiche vicende di una famiglia dellIsola di Cape
Breton, Nova Scotia.
© 2004 Riproduzione riservata |