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Con
questo film, accompagnato da un libro che raccoglie le riflessioni
del protagonista, i due registi presentano un ritratto dello
scrittore triestino Claudio Magris attraverso le immagini girate nei
luoghi legati alla sua esperienza umana e letteraria, realizzando
un'opera che restituisce appieno la sensibilità poetica dell'autore
di Danubio. |
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"Questo romanzo non sarebbe nato se non avessi scelto, come
protagonista, un uomo che era veramente esistito e scomparso; se non
avessi visto i luoghi dove lui aveva vissuto; se una sera non avessi
aperto, in una vecchia casa a Salvore, in Istria, avvolta nel rumore del
vento e del mare, un vecchio baule chiuso da tanti anni, che era stato il
suo baule…".Magris ricorda così la scoperta di una vicenda umana
poi raccontata in Un altro mare, la storia di Enrico Mreule, il
proprietario di quel baule ripieno di libri dove Ibsen, Platone e
Shopenauer si contendevano lo spazio con un lazo e una sella della lontana
Patagonia. |
Quel particolare momento proveremo a riviverlo insieme allo
scrittore triestino attraverso le luminose immagini, girate con
partecipazione unita a delicato riserbo da Francesco Conversano e Nene
Grignaffini, ascoltando il rumore del vento e del mare, vera e propria
colonna sonora di Fra il Danubio e il mare.
Lo spirito dell'opera, come hanno ricordato gli autori in occasione della
presentazione del film, non era quello di realizzare una semplice
intervista filmata, bensì di entrare in forte comunicazione con
l'artista, creare, nei giorni insieme, un legame sincero per riuscire a
rendere, attraverso il lavoro di ripresa e poi di montaggio, un altro
legame: quello tra lo scrittore e i suoi luoghi, che sono luoghi reali
intrecciati ad emozioni, dolori, incognite e scoperte della vita.
Lo scrittore ci guiderà lungo le strade della costa illuminate dal sole,
ad osservare le Isole dell'Adriatico "che hanno tanta parte nella mia
vita"; nei paesi dove "uomini e donne invecchiano tra gli
scogli"; sulle spiagge dove sedersi ad ascoltare la risacca, e
considerare il mare come simbolo di quella "persuasione" (vivere
il presente, senza sacrificarlo al domani), riconosciuta dal filosofo e
poeta goriziano Carlo Michelstaedter, tanto amato da Claudio Magris.
A questo abbandono marino fa da contrappunto ideale il Carso, che chiude
alle spalle Trieste, i cui boschi conservano ancora, a voler percorrere
quei sentieri che portano verso la Slovenia, i segni di una passata
frontiera (la cortina di ferro di Magris bambino), oltre la quale vi era
un mondo contemporaneamente conosciuto ed ignoto, familiare e straniero,
anche se le fronde degli alberi erano scosse da un solo vento. Quella
stessa frontiera, che nelle fantasie dell'adolescenza andava valicata
materialmente e spiritualmente per raggiungere la maturità, la ritroviamo
nelle immagini del film, nel fermarsi al cospetto di un cartello di
confine arrugginito, al di là del quale tra i boschi fra Trieste e Fiume,
vi sono le valli slovene.
Mentre Magris ci ricorda le lunghe attese insieme ai figli e la moglie
Marisa, abbarbicati sugli alberi nella loro mitica ricerca dell'orso del
Monte Nevoso, sentiamo di stare attraversando un'altra frontiera, questa
volta drammaticamente personale, una linea di tenebra che la sua compagna
ha dovuto valicare, lei che quella tenebra aveva saputo guardare in
faccia: " Dunque il giorno muore - Marisa lo ha sempre saputo, ma
senza averne paura ". Il dolore del ricordo riaffiora dalla memoria
di Magris, giungendo a noi in un'accelerazione di suoni, immagini ed
emozioni che lasciano senza fiato, ma che si risolve ancora una volta nel
respiro sereno dell'acqua, che bagna limpida i ciottoli bianchi di una
spiaggia.
Claudio Magris è nato a Trieste nel 1939. Docente di Letteratura tedesca
all'Università di Trieste, tiene corsi anche presso altre università
europee, collabora con il Corriere della Sera ed è autore di numerosi
saggi, molti dei quali sono raccolti in Utopia e disincanto: saggi
(1947-1998), oltre che di scritti teatrali, Stadelmann (1984) e
Le voci
(1996).
Le sue opere narrative più importanti, Illazioni su una sciabola (1984),
Un altro mare (1991), il recente racconto in forma teatrale La mostra
(2001) e due importanti libri dallo stile particolarissimo, narrativo e
saggistico insieme: Danubio (1986) e Microcosmi, Premio Strega 1997.
Nelle edizioni Garzanti:
Utopia e disincanto: saggi (1947-1998), 2001, pp.328, € 11,62;
Stadelmann, 1988, pp.96, € 10,33; Illazioni su una sciabola, 1992,
pp.78, € 5,58; Un
altro mare, 1999, pp.103, € 10,33; La mostra, 2001, pp.74, € 7,23;
Danubio, 1990, pp.480, € 12,91; Microcosmi, 1998, pp 273, € 8,36;
Le voci, Il nuovo melangolo, pp.48, € 5,16
http://www.librialice.it/news/interv/magris.htm
Una lunga intervista a Claudio Magris sulle aspettative di Internet come
nuovo strumento di comunicazione, il ruolo delle nuove tecnologie nel
mondo della cultura letteraria, viaggi reali e viaggi virtuali, oltre ad
alcune riflessioni sulla scrittura al femminile.
http://www.loc.gov/loc/lcib/9912/magris.html
Italians Microcosms. Author Magris Discusses His Work di Eric Solsten, The
Library of Congress Information Bullettin, december 1999.
© 2002 Riproduzione riservata
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