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IL
VIAGGIATORE DELLE QUATTRO STAGIONI Miguel Littin El viajero de las cuatro estaciones Tea, 2002, pp. 242, trad. di I. Carmignani pref. di Luis Sepulveda, € 7,80 |
È la vigilia
della prima guerra mondiale quando, dal porto di Costantinopoli, uno sgangherato
mercantile salpa alla volta di Buenos Aires. A bordo, assieme a una moltitudine
di disperati, c'è Kristos Kukumides, un giovane greco in fuga e con un sogno
dell'America. Sin dal principio, il suo destino si lega indissolubilmente a
quello di quaranta ragazze palestinesi dirette in Cile, per riunirsi ai
fidanzati partiti anni prima in cerca di fortuna. Kristos le accompagnerà in un
viaggio avventuroso attraverso il continente americano: da Cuba a Buenos Aires,
poi attraverso la Cordigliera sino alla meta sospirata, dove le riconsegnerà a
una a una ai loro uomini, stabilendosi infine nella sperduta cittadina di
Palmilla. Un romanzo sull'immigrazione che "non si limita a narrare un
viaggio avventuroso e sorprendente dal vecchio Mondo alla giovane America, ma
aiuta anche a capire come siamo fatti noi latinoamericani" (Luis
Sepulveda)
Miguel Littin è nato in Cile nel 1942. Costretto all'esilio dopo il
golpe del 1973, nel 1985 è tornato clandestinamente al suo Paese. Regista
conosciuto in tutto il mondo, oltre che narratore e poeta, Littin ha scritto e
diretto tra gli altri El Chacal di Nahueltoro e Actas de Marusia. Storia di un
massacro.
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