Monti d'Appennino


Sono due castagni secolari, ai margini di un piccolo borgo, a segnare idealmente l'ingresso nelle terre alte d'Appennino, guardiani lungo la salita che conduce al Passo della Sillara, porta d'accesso al Parco Regionale dell'Alta Val Parma e Cedra, il Parco dei Cento Laghi. E sono proprio le strade a mostrare subito la propensione al movimento di questi territori, con le paline lungo il tracciato a segnalare frane e smottamenti sempre in corso, continui sommovimenti che agitano gli animi degli abitanti di queste montagne. Corniglio, ed esempio, dominato dall'incombente mole del Monte Aguzzo le cui pendici generano una delle più imponenti e preoccupanti frane italiane. Ma queste terre custodiscono, nella boscosa valle del Bratica, anche uno scrigno prezioso, quello della poetica rappresentazione di Attilio Bertolucci di un legame intenso e profondo con i luoghi e le genti d'appennino.






L'area appenninica parmense del Parco dei Cento Laghi, compresa tra il Passo della Sillara a nord-ovest e quello di Lagastrello a sud-est, è un territorio protetto dove facilmente si osservano gli effetti delle lingue glaciali dell'Alta Val Parma, i più interessanti dei quali sono i circhi glaciali del crinale oggi occupati da torbiere e specchi d'acqua purissima circondati da praterie e intricate faggete.

E' possibile "leggere" l'antico sistema di governo delle corti - una pacifica democrazia, sopravvissuta fino all'epoca napoleonica, sperimentata per secoli nelle Corti di Monchio dove in ogni villaggio c'era chi sovrintendeva a prati e pascolo e una volta l'anno gli abitanti eleggevano un proprio console e alcuni consiglieri - percorrendo i sentieri che collegano tra loro tre delle frazioni meglio conservate, quelle di Valditacca, Pianadetto e Trefiumi.

La varietà vegetale del parco è notevole, foreste di faggio e boschi di quercia, castagno e carpino alle quote più basse, e spesso di grande importanza, come le "aree relitte" di abete bianco e di tasso un tempo presenti sull'intero territorio appenninico, oggetto di studio nell'ambito di progetti dell'Unione Europea Life, come nel caso degli abeti rossi, alcuni dei quali secolari, nella zona del Lago Verde.

Habitat ideale per molte specie che caratterizzano l'Appennino emiliano come aquila reale, martora volpe, il parco vede la presenza del lupo, la specie di grande interesse considerato che il crinale parmense era storicamente un'area di transito regolare. Oggi si ripetono le segnalazioni di piccoli gruppi stabili, avvistati tra le valli di Parma e Cedra. La sua presenza è conseguenza del netto incremento delle popolazioni di prede, soprattutto caprioli, cinghiali e cervi, e del progressivo abbandono delle pratiche agricole e forestali.




Bibliografia


Le Valli di Parma e l'Alta Lunigiana Daniele Canossini, Guide dell'escursionista 2002, pp. 432, illustrata, € 17,00
Appennino dell'Emilia Romagna. 52 itinerari tra la via Emilia e il crinale
, Paolo Bonetti, Panorama 2001, coll. Guide escursionistiche, pp. 312, illustrata, € 24,80 
Attilio Bertolucci Opere, Mondadori 1997, coll. I Meridiani 1997, € 49,00

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