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In quel tratto di valle sprovvisto di
strade, di ponti e di case, protetto dai canali morti, dai canneti
deserti, dal fango, dai larghi specchi stagnanti, non ci sarebbero stati
assalti né battaglie, né bombardamenti, né nulla.(Renata
Viganò L'Agnese va a morire) |
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A
piedi, in bicicletta o in barca nei mesi delle migrazioni
autunnali, la stagione in cui nelle piccole e grandi lagune
salmastre del Delta alle specie stanziali si vanno ad aggiungere
quelle migratrici che scelgono le terre e le acque delle foci
per rifocillarsi e riposare in attesa di dirigersi a sud verso le
zone di svernamento, nel percorrere gli argini, le strade
poderali, i sentieri, gli specchi d'acqua, le sacche, le
spiagge, gli scanni, si scoprono tra le prime foschie ricoveri, capanni,
abitazioni delle vite solitarie e dure dei
pescatori raccontate da Gian Antonio Cibotto in Scano Boa o si
scorgono lampi di storia italiana ricordando Renata Viganò in L'Agnese va a
morire. Muoversi nei silenzi delle valli porta a
disporsi naturalmente a comprendere un territorio in continua
evoluzione, un ambiente mai uguale a se stesso, capace di
sorprendere e farsi ammirare nel suo originalissimo intreccio di
naturalità e vicende umane.
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Durante
la notte il vento mutò improvvisamente direzione, e mentre in
cielo trascorreva una fuga di nubi, prese lentamente a piovere.
Una pioggia fitta e minuta, che scendeva con lieve brusìo,
quasi un sussurro, e che sospinta dal vento mulinava implacabile
come una tormenta.
(Gian Antonio Cibotto
Scano
Boa) |
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Il Delta è un'area umida tra le più vaste d'Europa,
fatta di terre e acque in continuo movimento e mutazione, la
più giovane del territorio italiano andata via via formandosi
esattamente quattro secoli fa, a partire dall'anno 1604 quando i
Veneziani, temendo l'interramento della loro città, deviarono
il corso del Po più a sud verso la Sacca di Goro (Taglio di Po
porta nel nome la storica distrazione delle acque) generando
l'attuale Po di Venezia (l'antico corso è invece riconoscibile
oggi nel Po di Levante). Da lì ebbe inizio la formazione del
Delta moderno, risultato congiunto dell'azione dell'uomo e della
dinamica naturale delle foci, nell'incessante opera di trasporto
e sedimentazione del fiume che portò nel tempo alla nascita di
rami nuovi: il Po di Gnocca a sud, il Po di Tolle a sud est e il
Po di Maistra a nord, un'area quest'ultima tra le poche ad
essere sfuggita ai pesanti interventi idraulici di cui è stata
oggetto la piana del Delta. |
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Il Delta attuale, inteso nella sua estensione
più ampia dalle foci dell'Adige a nord alle Valli di Comacchio
a sud (con i loro 11.000 ettari di estensione un'importantissima
area di nidificazione e svernamento) è perciò il risultato di
una serie di eventi naturali ed umani: intorno al 1150 la rotta
di Ficarolo, un'eccezionale piena che dissolse i rami del Po
meridionale, spingendone il corso verso nord; la citata opera
idraulica veneziana del 1604; la catastrofica piena del 1951;
oltre ad una serie di estesi interventi umani che vanno dalle
grandi bonifiche, con il prosciugamento e la riduzione a coltura
di vaste aree, alla sconsiderata campagna di estrazione di acqua
e gas del decennio 1950-60 che accelerò notevolmente il
naturale abbassamento dei terreni, fino all'altrettanto grave
sottrazione di enormi quantità di sabbia dal letto del Po degli
anni '70. |
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Dopo anni di indifferenza per il dissesto
idrogeologico e l'inquinamento, mentre isolate associazioni
ambientaliste si battevano perché si giungesse ad una qualche
protezione di queste aree dall'enorme valore ambientale e poter così
contrastare una deriva che in pochi decenni avrebbe portato alla
devastazione del territorio, finalmente si arrivò alla creazione di due
distinti Parchi regionali del Delta, quello emiliano (1988) e veneto
(1997). Bibliografia
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Scano
Boa Gian Antonio Cibotto, Marsilio, 1996, pp. 167, coll. I Tascabili
Marsilio. Scano Boa, pubblicato la prima volta da Rizzoli nel 1961, è
un racconto esemplare: tanto netto, preciso e reale è l'ambiente del
Delta, disegnato con l'amorosa passione di chi nella sua terra si
specchia e si riconosce eppure in essa ritrova la memoria dolente della
storia secolare di un popolo che ogni giorno a fatica ha raggiunto la
sera, tanto è simbolica e suggestiva la disperata avventura del vecchio
protagonista.
Verso la foce Gianni Celati, Feltrinelli 2002 (prima edizione
1989), coll. Universale Economica, pp. 140. Un viaggio compiuto negli
anni '80 seguendo il corso del fiume Po, dall'entroterra emiliano al
mare. "Viaggiando nelle campagne della valle padana è difficile
non sentirsi stranieri. Più dell`inquinamento del Po, degli alberi
malati, delle puzze industriali, dello stato d`abbandono in cui volge
tutto quanto non ha a che fare con il profitto, e infine d`una edilizia
fatta per domiciliati intercambiabili, senza patria né destinazione -
più di tutto questo, ciò che sorprende è questo nuovo genere di
campagne dove si respira un`aria di solitudine urbana".
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L'agnese
va a morire Renata Viganò, Einaudi 1994, pp. 246, coll.
Tascabili, € 8,20. Nato dalla diretta esperienza dell'autrice
tra i partigiani delle Valli di Comacchio, è il romanzo che ha
saputo documentare il risentimento collettivo di fronte
all'offesa dell'invasione, il buon senso popolare che si
trasforma in volontà di giustizia e in capacità di lotta
organizzata. Ma la novità del libro è l'aver visto la
Resistenza attraverso gli occhi di un anziana contadina,
l'Agnese. Non si è mai allontanata dall'orto, dalla fontana di
casa; ma quando i tedeschi le fanno morire il marito, è capace
di ribellarsi, di seguire i partigiani nelle paludi, di compiere
imprese rischiose caracollando su una vecchia bicicletta
rugginosa. I giorni dell'Agnese si svolgeranno tra fughe,
tradimenti, fucilazioni, sconfitte, vittorie: i giorni
dell'Italia migliore che ritrova se stessa.
Pedalare un Po e il suo Delta. Guida + Carta Itinerari,
Tamari editori, 2000. Guida illustrata con 33 itinerari in
provincia di Rovigo, Ferrara e Ravenna con una carta dettagliata
a colori degli itinerari, luoghi di interesse, punti di sosta.
Informazioni e consigli per organizzare itinerari in bicicletta
nel Delta del Po insieme alla descrizione di flora, fauna e
avifauna dei territori attraversati, punti di interesse, paesi.
Delta de Po e laguna veneta.
Federico Lacche e Roberta
Ferraris, De Agostini 2002, coll. Guideidea, pp. 130,
illustrazioni a colori, € 10,00. Una guida del territorio per
orientarsi tra le numerose possibilità di visita e soggiorno,
un itinerario che passa per Mesola, la foce del Volano e che
comprende poi l'intera laguna. Sei mappe degli itinerari, con
l'indicazione di tutti gli argomenti che formano i 6 diversi
percorsi di visita: 76 pagine dedicate alla natura, alla storia
e all'arte, all'enogastronomia, al folclore, all'artigianato e
ai prodotti tipici di questa terra. 30 pagine di
approfondimento, per conoscere meglio l'ambiente, la storia, la
cultura e le tradizioni del territorio colori e simboli.
Indirizzi e informazioni utili, una selezione di alberghi,
ristoranti, bed&breakfast, aziende agrituristiche, botteghe
artigiane, enoteche, negozi tipici.
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Assonanze
Il Mulino del Po
Riccardo Bacchelli (Bologna 1891- Monza 1985). 3 volumi, Oscar Classici
Moderni. La narrazione abbraccia le vicende di un'antica famiglia di
mugnai fluviali sul Po e nella città e terra di Ferrara, nella
prospettiva di un secolo di storia d'Italia e della sua gente, dal 1812
al 1918, costituendo una vera e propria epopea degli umili.
Cronache dell'alluvione. Polesine 1951 Gian Antonio Cibotto,
Marsilio 2001, pp. 127. Eugenio Montale lo definì libro autentico,
piccolo di mole ma intenso e senza retorica.
In principio era il Po. Storia, cultura, ambiente a cura di Dino
Felisati, Marsilio 1998, pp. 435, illustrazioni in b/n e a colori,
volume grande formato, € 72,30. Presentando in un'unica grande
opera grandi temi quali la storia, la cultura, l'ambiente e il
paesaggio, le realtà locali (città e paesi lungo il corso del fiume),
si vuole restituire il fiume all'uomo, recuperandone significato e
valore in un rinnovato interesse.
Il Po si racconta. Uomini, donne, paesi, città di una padania
sconosciuta Ermanno Rea, Il Saggiatore, 2004 (prima edizione 1996),
coll. Net. Giornalista Ermanno Rea (Napoli, 1927) percorrere l'argine
maestro " punto di vista sopraelevato su una pianura sconfinata.
Tutte le facciate delle chiese sono rivolte verso l'argine maestro,
anche quando l'argine le sovrasta sin quasi a lambire i rosoni",
incominciando da Comacchio.
Le Lagune del Veneto Orientale. L'equilibrio tra uomo e natura in
una terra in continua trasformazione di Corinna Marcolin, Ivo
Simonella e Michele Zanetti. Nuovadimensione Editore, 2004, coll.
Ambiente. Dell`antica e sconfinata laguna che si estendeva tra Livenza e
Tagliamento rimangono importanti e indelebili tracce nei territori del
Veneto Orientale, non meno che nell`animo e nella cultura della sua
gente. Il territorio della laguna veneta orientale compreso tra Caorle e
Bibione è un patrimonio unico per vicende storico naturali,
complessità naturalistica e identità naturale. Una terra difficile e
dura, ma generosa di risorse, emozioni, vibrazioni poetiche.
Casoni. Dalle lagune di Caorle e Bibione a Cavarzere.
Nuovadimensione editore, 2004. coll. Ambiente. Lagune, fiumi e paludi:
una geografia suggestiva che anticipa colori e odori del mare. Luoghi
incerti, tra acqua e terra, in cui si è radicata ed evoluta una
civiltà che hanno costituito la tradizione di intere popolazioni dei
litorali e delle lagune, sino agli esiti straordinari che hanno dato
vita a Venezia. I casoni di campagna e da pesca, testimoniano il passato
di queste civiltà a rischio di estinzione.
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Filmografia
Paisà (1946) di Roberto Rossellini. Si conclude nel Delta
l'ultimo dei sei episodi dell'itinerario della Resistenza compiuto dal
regista: "Queste famose pagine rosselliniane sembrano quasi
definire la nuova funzione dell'occhio cinematografico che, dietro
l'apparente neutralità, interviene a portare a senso definito cose,
fatti, paesaggio. La funzione del paesaggio si conferma duplice: è
significativo di storia (i luoghi della Resistenza), è connotato di
vita (il suo svolgersi tra acqua e terra), ma è anche segno, allusione,
paesaggio che si fa ascoltare, momento della costruzione drammatica.
Infatti la dimensione orizzontale del Delta, la sua evidenza danno il
senso pieno di una drammaticità che cresce naturalmente, che non ha
bisogno di supporti di finzione per procedere". (Giorgio Tinazzi Il
Delta nel cinema in Il Delta del Po natura e civiltà Signum Edizioni
1983).
La donna del fiume (1955) regia di Mario Soldati. Storia d'amore
e di dramma di Nives, interpretata da Sophia Loren, ambientata tra le
comunità di pescatori delle Valli di Comacchio.
L'Agnese va a morire (1976) regia di Giuliano Montaldo.
Drammatico, Italia (1976), con Johnny Dorelli, Ingrid Thulin, Eleonora
Giorgi, Willliam Berger, Ninetto Davoli, Massimo Girotti. Tratto dal
romanzo di Renata Viganò, racconta, attraverso la figura di Agnese, la
storia della lotta partigiana nella zona compresa tra la bassa
ferrarese, il ravennate e le Valli di Comacchio.
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Infolibro
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