A piedi per
cinquecento chilometri, guidato da due fratelli del Kenya
Wildlife Service, attraverso il Parco nazionale dello Tsavo in
Kenya, dalla vetta del Kilimanjaro alle spiagge dell'Oceano
Indiano.
Oltre all'esperienza del contatto diretto con la fauna africana,
Ridgeway (alpinista, collaboratore di National Geographic e
Outside), racconta la storia del Parco, le vicende degli
esploratori bianchi, l'attività di studiosi e scienziati,
evidenziando nel contempo le difficoltà e le contraddizioni che
la tutela degli animali produce quando interferisce con le
necessità di sopravvivenza economica e sociale delle
popolazioni locali. |
Il parco nazionale dello Tsavo in Kenya, il più grande dell'Africa
Orientale, si estende dai piedi del Kilimanjaro fino alle coste
dell'Oceano Indiano. E' questa grande distesa selvaggia ad essere
attraversata dal gruppo di Ridgeway, composto da guardiaparco e guide
locali, sempre e solamente a piedi, in una marcia che richiama
volutamente alle esplorazioni bianche ottocentesche in terra d'Africa.
La traversata diventa presto un intreccio di storia coloniale, vita
animale e vicende umane all'interno delle riserve africane: personale
del parco, scienziati, bracconieri, fotografi, scrittori.
Il racconto delle molte storie che l'alpinista americano snocciola lungo
il suo itinerario ha inizio con un ricordo di Hemingway durante la
salita al Kilimanjaro: negli anni '20 lungo la via più battuta che
porta alla vetta, su una roccia che da allora si chiamò Leopard's Point,
fu ritrovato a 5600 metri di quota un leopardo morto. Il ritrovamento
ispirò il racconto Le nevi del Kilimajaro dello scrittore
americano: "Nei pressi della cima occidentale c'è una carcassa di
leopardo, rinsecchita e congelata. Nessuno ha mai saputo spiegare che
cosa andasse cercando quel leopardo lassù". Conclusa la discesa
comincia la lunga marcia nella savana e il libro prende forma nel
continuo alternarsi di incontri emozionanti e pericolosi con il richiamo
alle vicende che hanno fatto la storia del Parco Nazionale dello Tsavo.
La descrizione della carica di un'elefantessa al gruppo di camminatori,
il prezzo pagato per cercare di ottenere una ripresa più ravvicinata di
un branco, ci svela una realtà ben diversa dall'immaginazione:
"Ora acquista velocità. Non fa nessun rumore, non barrisce, non
sbuffa, nessun ramo secco scricchiola sotto le sue zampe. Senza la
minima esitazione, a testa bassa e in assoluto silenzio ci viene dritto
addosso". Il pericolo e l'emozione svelano a Ridgeway quale sia
l'origine dell'attrazione dell'uomo per gli animali selvaggi,
quell'ansia di confronto unita alla fascinazione che ha prodotto le
stragi dei cacciatori bianchi: personaggi come Theodore Roosevelt, Denys
Finch-Hatton, Philip Percival, lo stesso Hemingway, tutti uomini, scrive
Ridgeway, che decantavano la fauna selvatica dell'Africa, ne auspicavano
la conservazione, ne lamentavano il declino, e contemporaneamente
cacciavano e sterminavano.
La nascita del parco portò, alla fine degli anni'50, al confronto con
altri cacciatori profondamente diversi, ma altrettanto distruttivi per
la fauna della regione dello Tsavo: i Waliangulu. Questa tribù di
cacciatori di elefanti abitava da sempre queste regioni e adottava una
caccia tradizionale, impiegando lunghi archi di grande potenza armati
con frecce dalle punte avvelenate. L'animale cacciato veniva utilizzato
in tutte le sue parti, ma in seguito, quando la richiesta d'avorio da
parte di un mercato sempre più vorace divenne pressante, la comunità
dei Waliangulu vide profilarsi un'importante fonte di guadagno dando il
via ad una caccia con il solo scopo di procurarsi avorio da rivendere.
Lo scontro con le autorità del parco esplose tra il 1955 e il 1957 nel
corso della campagna contro il bracconaggio che generò però una
situazione paradossale: nel momento in cui si salvavano i mammiferi
dell'Africa si condannava all'estinzione una cultura nativa rimasta
quasi intatta.
Il libro di Ridgeway, partendo da queste rievocazioni storiche, ha il
merito di far riflettere, rifiutando le facili scorciatoie e rifuggendo
dall'usurato trittico animali-bracconieri-difensori della fauna, su
quanto questi problemi di compatibilità tra comunità umane e fauna non
appartengano al passato, ma rappresentino una condizione del presente;
oggi come allora vi è una contraddizione di fondo tra le necessità di
conservare e tutelare il territorio e gli animali del parco e il
miglioramento delle condizioni della gente che abita quei luoghi.
L'allevamento del bestiame, l'attività sulla quale si fondavano le
comunità indigene, non è compatibile con la gestione della riserva; si
incoraggia per questo l'agricoltura che non rappresenta però una fonte
di sussistenza sufficiente per le popolazioni locali che spesso vedono
inoltre vanificati i loro sforzi come accade ad esempio con le
distruzioni provocate in molte zone dal crescente numero di elefanti.
Quella dei parchi africani è perciò una realtà in continua evoluzione
che richiede un costante aggiustamento di mezzi e obiettivi al quale
devono partecipare tutti coloro che vivono all'interno (e ai limiti) dei
territori protetti, questo perché i parchi non diventino (o non
rimangano) un semplice richiamo turistico.
Assonanze
di Ernest Hemingway: Le nevi del Kilimanjaro, Mondadori,
2000, pp.176, lire 12.000, oppure nell'edizione con testo inglese a
fronte Mondadori, 1992, pp.171, lire 10.000; Verdi colline d'Africa,
Oscar Mondadori, 1998, pp.256, lire 13.000. Diario narrativo di un
safari compiuto da Hemingway nel 1934 insieme alla moglie.
Kenya, Edizioni White Star, Vercelli, 2001, pp.128, lire
48.000. Libro fotografico che ha come soggetto lo scenario naturale
del paese.
Mirella Tenderini, Le nevi dell'equatore. Kilimanjaro, Kenya,
Ruwenzori, CDA, collana le tracce, Torino, 2000, pp.192, lire
28.000. Il libro è la ricostruzione delle spedizioni alpinistiche dei
primi salitori alle vette africane, Hans Meyer (Kenya), Halford John
Mackinder (Kilimanjaro) e il Duca degli Abruzzi (Ruwenzori), insieme
alla rievocazione di altri episodi legati a quelle terre.
Il Film
Spiriti nelle tenebre The Ghost and the Darkness, Usa
1996, regia di Stephen Hopkins, con Michael Douglas, Val Kilmer. Oscar
1996 per i migliori effetti speciali sonori. Rifacimento di Bwana
Devil del 1952.
La marcia di Ridgeway tocca anche il leggendario ponte sul fiume Tsavo,
teatro di un cruento episodio ricostruito dallo stesso autore. Il film
racconta come, a cavallo del secolo, l'avanzamento della linea
ferroviaria britannica che doveva collegare la costa orientale con la
regione dei Grandi Laghi si interruppe per alcuni mesi al momento di
affrontare la costruzione del ponte sul fiume: una coppia di leoni
assediò il cantiere per otto mesi, terrorizzando i quattromila
lavoratori indiani, seminando la morte nel corso di decine di assalti
notturni.
Links
www.kws.org Sito ufficiale del Kenya
Wildlife Service, l'ente che gestisce i parchi del paese
elephant.elehost.com
Raccoglie informazioni sulla vita, la gestione e la protezione
dell'elefante africano.
Una soluzione al problema della compatibilità tra gestione della
fauna e popolazioni locali è offerta dal progetto CAMPFIRE (Communal
Area Management Programme for Indigenous Resources) realizzato in
Zimbabwe con l'obiettivo di impiegare i profitti ricavati dalla caccia
sportiva controllata e dal turismo per rimborsare i danni prodotti
alle coltivazioni dagli animali e per realizzare strutture utili alle
comunità.
www.campfire-zimbabwe.org Sito del programma CAMPFIRE in
inglese francese e spagnolo.