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Lo
scrittore inglese Simon Winchester risalendo i 6400 chilometri del
corso dello Yangtze, dal grande delta dove sorge Shanghai sul Mar
Cinese Orientale, attraverso le pianure centrali, fino alle
pendici della catena himalayana dove si trovano le sorgenti del lungo
fiume, scrive un resoconto di viaggio nel quale la descrizione
giornalistica della vita quotidiana degli abitanti dei villaggi
minacciati dalle inondazioni si alterna all’eco di tragici
eventi (come il massacro di Nanchino ad opera delle forze
d’occupazione giapponesi), e al racconto delle leggende legate
ai luoghi attraversati, rendendo il Fiume Azzurro insieme
protagonista e testimone della millenaria storia cinese. |
Due uomini intorno ad un tavolo osservano con
ammirazione un rotolo di carta dipinto trecento anni prima da un artista
di corte cinese. Fino a poco prima custodita in uno scrigno di legno di
ciliegio, avvolta in un taglio di seta grigia, l'opera raffigura il lungo
corso del fiume Yangtze che attraversa il Regno di Mezzo da ovest a est,
dalle montagne tibetane innevate della provincia del Qinghai, al Mar
cinese orientale, dai villaggi dell'interno ai moderni palazzi di
Shanghai.
I due attenti ed emozionati osservatori sono il proprietario cinoamericano
del prezioso dipinto fuggito dal suo paese nel 1949 portando con sé la
pregiata vestigia e lo scrittore inglese Simon Winchester, giornalista che
ha vissuto a lungo a Hong Kong autore di best-seller come L'assassino
più colto del mondo ora deciso a ripercorrere, dalla foce alle
sorgenti, il Lungo Fiume rappresentato sul rotolo di sedici metri dipinto
da Wanh Hui. L'emozione provocata dalla visione dell'opera, la
composizione e la struttura del capolavoro offrono a Winchester lo spirito
giusto con il quale intraprendere l'esplorazione del fiume. Un viaggio
così impegnativo, in un paese nel quale la possibilità di spostarsi
indisturbati per gli stranieri non è certo semplice, necessitava però di
una guida speciale capace di superare gli ostacoli posti da
un'organizzazione statale che avrebbe certamente assunto lungo il percorso
le sembianze di scrupolosi, diligenti e apparentemente inflessibili tutori
dell'ordine. Compagna di viaggio diverrà allora Lily, il cui nome cinese
non sarà mai dato di sapere per evitarle future ritorsioni, giovane donna
di famiglia militare originaria di Dalian in Manciuria, determinata, senza
scrupoli e difficilmente impressionabile dalle richieste di un qualsiasi
agente della Pubblica Sicurezza. Lily accetterà con entusiasmo con
l'unica richiesta a Winchester di procurarle un paio di scarponcini da
montagna numero trentanove e di una giacca a vento dai colori brillanti,
due merci difficilmente reperibili sul mercato cinese.
Il primo segno di civiltà davanti ai loro occhi nel solcare le acque
dell'immenso estuario dello Yangtze sono le centinaia di sampan, piccole
imbarcazioni di legno spinte da una pertica, condotte dalla gente che vive
sulle rive fangose solcate da un dedalo di canali, allevando anatre,
coltivando riso e pescando calamari.
L'incontro con Shanghai "città senza passato", oggi dominata
dalla imbarazzante grandezza della torre della televisione, quasi
cinquecento metri di follia architettonica costruiti sulla Shanghai dei
gangster degli anni Venti e Trenta consente a Winchester di raccontare
quello che resta di uno sbiadito glorioso passato che influenza ancora
oggi l'immagine occidentale di Shanghai identificata quale città di
bordelli, perdizione e sregolatezza. Il passato coloniale assume qui le
forme delle residenze europee affacciate sulle rive del fiume, di giorno
decadenti costruzioni che di sera per qualche ora illuminate sapientemente
(in una città che sembra non dormire mai) hanno un momento di gloria di
fronte agli obiettivi delle macchine fotografiche dei turisti orientali in
battello. Un'eredità coloniale sferzata anche dal commento della compagna
di viaggio Lily: "Osservi i vostri edifici, non sono né belli né
grandiosi. E neppure utili. Li abbiamo agghindati di luci colorate per far
vedere a tutti quanto siano ridicoli. Sono delle caricature. E' quello che
pensiamo di voi stranieri, oggi".
Quanto più la coppia risale il corso dello Yangtze tanto più prende
consistenza il tema del viaggio: procedere a ritroso nel tempo e nello
spazio alla ricerca dei segni del passato che le grandi città
modernizzate vogliono dimenticare ma anche andare incontro al mondo dei
non-cinesi, di quelle popolazioni annesse con la forza all'impero cinese
che della cultura cinese non hanno assimilato nulla.
Il Fiume assume dunque il significato non solo di divisione geografica e
culturale tra la Cina del Nord e quella del Sud ma anche espressione di
un'intera civiltà, simbolica testimonianza dello scorrere dei secoli,
legame fisico tra l'interno rurale del paese e le moderne metropoli
orientali. Inoltrarsi all'interno significa anche conoscere direttamente
la violenza della natura attraverso gli effetti delle catastrofiche
inondazioni che periodicamente devastano il bacino del fiume e che nel
solo Novecento hanno provocato 300 milioni di vittime e centinaia di
migliaia di senza tetto. Una minaccia incombente con cui le popolazioni si
confrontano attingendo a risorse che contemplano anche una impassibile
accettazione delle alterne volontà della natura e che trova espressione
in un adagio cinese: Il Cielo nutre e il Cielo distrugge.
In questi ultimi anni, come lo stesso autore sottolinea, lo Yangtze è
stato oggetto di numerose ma spesso superficiali inchieste e reportages
giornalistici, attirando centinaia di inviati chiamati a testimoniare
della ambiziosa impresa di fermare le acque del fiume attraverso la
colossale Diga delle Tre Gole, letale assalto della modernità ad un luogo
dove storia e leggenda si confondono. L'esperienza di Winchester consente
una più consapevole riflessione sulla vicenda cui dedica due capitoli il
primo dei quali porta l'eloquente titolo di "Una nuova grande
muraglia".
Su questo come su molti altri temi le pagine del libro danno forma a un dipinto
nel quale si ritrovano ambienti naturali ad un tempo splendidi e paurosi,
isolati villaggi rurali, monumenti e mausolei, luoghi di culto, scarne
vite quotidiane, volti di giovani ragazze, tante immagini così diverse
che acquistano senso e forza perché plasmate dal millenario fluire dello
Yangtze, il Lungo Fiume.
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