Simon Winchester Il fiume al centro del mondo, The River at the Centre of the World. A Journey up the Yangtze, and Back in Chinese Time, 2002, Neri Pozza Editore, pp.447, € 8,50


Lo scrittore inglese Simon Winchester risalendo i 6400 chilometri del corso dello Yangtze, dal grande delta dove sorge Shanghai sul Mar Cinese Orientale, attraverso le pianure centrali, fino alle pendici della catena himalayana dove si trovano le sorgenti del lungo fiume, scrive un resoconto di viaggio nel quale la descrizione giornalistica della vita quotidiana degli abitanti dei villaggi minacciati dalle inondazioni si alterna all’eco di tragici eventi (come il massacro di Nanchino ad opera delle forze d’occupazione giapponesi), e al racconto delle leggende legate ai luoghi attraversati, rendendo il Fiume Azzurro insieme protagonista e testimone della millenaria storia cinese.

Due uomini intorno ad un tavolo osservano con ammirazione un rotolo di carta dipinto trecento anni prima da un artista di corte cinese. Fino a poco prima custodita in uno scrigno di legno di ciliegio, avvolta in un taglio di seta grigia, l'opera raffigura il lungo corso del fiume Yangtze che attraversa il Regno di Mezzo da ovest a est, dalle montagne tibetane innevate della provincia del Qinghai, al Mar cinese orientale, dai villaggi dell'interno ai moderni palazzi di Shanghai.
I due attenti ed emozionati osservatori sono il proprietario cinoamericano del prezioso dipinto fuggito dal suo paese nel 1949 portando con sé la pregiata vestigia e lo scrittore inglese Simon Winchester, giornalista che ha vissuto a lungo a Hong Kong autore di best-seller come L'assassino più colto del mondo ora deciso a ripercorrere, dalla foce alle sorgenti, il Lungo Fiume rappresentato sul rotolo di sedici metri dipinto da Wanh Hui. L'emozione provocata dalla visione dell'opera, la composizione e la struttura del capolavoro offrono a Winchester lo spirito giusto con il quale intraprendere l'esplorazione del fiume. Un viaggio così impegnativo, in un paese nel quale la possibilità di spostarsi indisturbati per gli stranieri non è certo semplice, necessitava però di una guida speciale capace di superare gli ostacoli posti da un'organizzazione statale che avrebbe certamente assunto lungo il percorso le sembianze di scrupolosi, diligenti e apparentemente inflessibili tutori dell'ordine. Compagna di viaggio diverrà allora Lily, il cui nome cinese non sarà mai dato di sapere per evitarle future ritorsioni, giovane donna di famiglia militare originaria di Dalian in Manciuria, determinata, senza scrupoli e difficilmente impressionabile dalle richieste di un qualsiasi agente della Pubblica Sicurezza. Lily accetterà con entusiasmo con l'unica richiesta a Winchester di procurarle un paio di scarponcini da montagna numero trentanove e di una giacca a vento dai colori brillanti, due merci difficilmente reperibili sul mercato cinese.
Il primo segno di civiltà davanti ai loro occhi nel solcare le acque dell'immenso estuario dello Yangtze sono le centinaia di sampan, piccole imbarcazioni di legno spinte da una pertica, condotte dalla gente che vive sulle rive fangose solcate da un dedalo di canali, allevando anatre, coltivando riso e pescando calamari.
L'incontro con Shanghai "città senza passato", oggi dominata dalla imbarazzante grandezza della torre della televisione, quasi cinquecento metri di follia architettonica costruiti sulla Shanghai dei gangster degli anni Venti e Trenta consente a Winchester di raccontare quello che resta di uno sbiadito glorioso passato che influenza ancora oggi l'immagine occidentale di Shanghai identificata quale città di bordelli, perdizione e sregolatezza. Il passato coloniale assume qui le forme delle residenze europee affacciate sulle rive del fiume, di giorno decadenti costruzioni che di sera per qualche ora illuminate sapientemente (in una città che sembra non dormire mai) hanno un momento di gloria di fronte agli obiettivi delle macchine fotografiche dei turisti orientali in battello. Un'eredità coloniale sferzata anche dal commento della compagna di viaggio Lily: "Osservi i vostri edifici, non sono né belli né grandiosi. E neppure utili. Li abbiamo agghindati di luci colorate per far vedere a tutti quanto siano ridicoli. Sono delle caricature. E' quello che pensiamo di voi stranieri, oggi".
Quanto più la coppia risale il corso dello Yangtze tanto più prende consistenza il tema del viaggio: procedere a ritroso nel tempo e nello spazio alla ricerca dei segni del passato che le grandi città modernizzate vogliono dimenticare ma anche andare incontro al mondo dei non-cinesi, di quelle popolazioni annesse con la forza all'impero cinese che della cultura cinese non hanno assimilato nulla.
Il Fiume assume dunque il significato non solo di divisione geografica e culturale tra la Cina del Nord e quella del Sud ma anche espressione di un'intera civiltà, simbolica testimonianza dello scorrere dei secoli, legame fisico tra l'interno rurale del paese e le moderne metropoli orientali. Inoltrarsi all'interno significa anche conoscere direttamente la violenza della natura attraverso gli effetti delle catastrofiche inondazioni che periodicamente devastano il bacino del fiume e che nel solo Novecento hanno provocato 300 milioni di vittime e centinaia di migliaia di senza tetto. Una minaccia incombente con cui le popolazioni si confrontano attingendo a risorse che contemplano anche una impassibile accettazione delle alterne volontà della natura e che trova espressione in un adagio cinese: Il Cielo nutre e il Cielo distrugge.
In questi ultimi anni, come lo stesso autore sottolinea, lo Yangtze è stato oggetto di numerose ma spesso superficiali inchieste e reportages giornalistici, attirando centinaia di inviati chiamati a testimoniare della ambiziosa impresa di fermare le acque del fiume attraverso la colossale Diga delle Tre Gole, letale assalto della modernità ad un luogo dove storia e leggenda si confondono. L'esperienza di Winchester consente una più consapevole riflessione sulla vicenda cui dedica due capitoli il primo dei quali porta l'eloquente titolo di "Una nuova grande muraglia".
Su questo come su molti altri temi le pagine del libro danno forma a un dipinto nel quale si ritrovano ambienti naturali ad un tempo splendidi e paurosi, isolati villaggi rurali, monumenti e mausolei, luoghi di culto, scarne vite quotidiane, volti di giovani ragazze, tante immagini così diverse che acquistano senso e forza perché plasmate dal millenario fluire dello Yangtze, il Lungo Fiume.


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