La Spezia 2003
Io sono un viandante e sempre m'aggiro
pel mondo e vedo meraviglie...


Shihabuddin Suhrawardi (1153-1191)
Fosco Maraini
viaggiator curioso

Forse Chatwin mostrerebbe una piacevole sorpresa nel vedere consegnato il Premio alla carriera 2003 che porta il suo nome ad un fiorentino per metà di cultura inglese, il viaggiatore-scrittore Fosco Maraini, il cui grande talento gli ha permesso in sessant'anni di viaggi, fotografie e scritture di raccontare in maniera efficace e sapiente l'Oriente in libri come Segreto Tibet, Ore Giapponesi e Paropàmiso, per citarne solo alcuni.

Risulta difficile ricomprendere in una sola definizione una personalità così complessa e allo stesso modo limpida, espressione di un modo trasparente e senza veli di porsi di fronte alla genti incontrate e studiate nel suo lavoro di conoscenza e ricerca.

Il modo più semplice per avvicinare la figura di Maraini (Firenze 1912) è quello di partire da uno dei suoi primi libri, il vitale e suadente Isola delle Pescatrici (1954), racconto di una irripetibile permanenza ad Hèkura, nel Mar del Giappone: "C'era un sentiero tutto ciottoli e bigi il quale salendo e scendendo irregolarmente conduceva verso la punta nord-est…Il sentiero era fiancheggiato da case di legno, e qui la vita delle famiglie Ama si svolgeva serena, allegra, sonora, tra la cucina e il giaciglio, la barca, le reti e l'acqua. Era una vita perfettamente anfibia!". Un libro che rivela da una parte l'estrema difficoltà per lo straniero di penetrare diffidenze e chiusure (I giorni passavano e la situazione rimaneva immutata. Non si riusciva ad aprire una breccia nella cortina di gentile indifferenza degli Ama e delle loro donne…), dall'altra l'attenzione e la capacità dell'autore nel disporre la propria persona alla percezione della filosofia dell'altro (Ci rendemmo conto che il mare era dappertutto, in tutto, nell'aria, nel cibo, nei discorsi, nei pensieri, nelle preghiere, nelle speranze, nei ricordi), non un semplice adattare i propri comportamenti alle diverse situazioni ma, nell'estremo rispetto, slancio verso la comprensione dell'interlocutore, sia essa una persona o l'epressione rituale di una cultura lontanissima.

Nel recente libro-intervista Viaggiator curioso, ricordando la passione per la montagna, Maraini ha voluto sottolineare come le altitudini selvagge siano capaci di rivelare la nuda natura di un uomo, le sue debolezze o le inaspettate risorse e ricchezze,  come la  capacità di stupirsi al cospetto delle cime e dell'immen-

sità degli ambienti d'alta quota, portati sulla pagina con Gasherbrum IV (1961), il resoconto della spedizione alpinistica guidata da Riccardo Cassin nel 1958 per la prima salita di uno degli ottomila del Karakorum cui partecipò Maraini: "Poi viene la notte vera; tutto sembra pronto a rompersi ed a cadere in mille pezzi tintinnando nel freddo trasparente e puro. Chi esce sente la neve crepitare sotto i piedi nel silenzio smisurato. Sopra la tenda calda di luce, sopra quest'unica cosa umana a giro d'orizzonte, ecco altissimo il Gasherbrum, un fantasma nel vuoto nero".

Maraini aveva già saputo raccontare in modo magistrale le montagne tibetane e il loro popolo, lo aveva fatto dieci anni prima in uno dei libri più ricchi, non solo di testi ma anche di splendide immagini raccolte con quella sensibilità tecnica ed artistica nella ripresa fotografica il cui primo approccio risale ad un Fosco quindicenne che riceve in regalo, dalle mani di una zia inglese, una Browning Kodak. Dal lavoro di ricerca svolto durante le due spedizioni del 1937 e del 1948 insieme al grande orientalista Giuseppe Tucci (nella seconda spedizione Maraini, da solo, con alcuni portatori, traversò il Tangkar-la, un passo a 5200 metri tra il Tibet ed il Sikkim, quasi sconosciuto agli occidentali), nacque Segreto Tibet, una straordinaria testimonianza sul popolo tibetano prima della ribellione della fine degli anni cinquanta e delle distruzioni sociali e materiali provocate dalla violenta "rivoluzione culturale" del 1966-76. "Il più cospicuo fossile vivente di una società che potremmo vagamente definire come feudale", così era il Tibet che il giovane Maraini scopre, un paese indipendente senza ferrovie e strade, dove muoversi significava fare lunghi e faticosissimi spostamenti a piedi o a cavallo tra genti che vivevano di pastorizia, agricoltura, artigianato, sotto il comando di religiosi e nobili in luoghi in cui la fede dominava ogni aspetto della vita.

Al 1938 risale invece l'interesse per il Giappone, fu in quell'anno infatti che Maraini vi si trasferì con la famiglia dopo aver ottenuto una borsa di studio, e dove nel nord del paese si dedicò allo studio antropologico del popolo Ainu, meticci nati dalla mescolanza con i giapponesi di Hokkaido e con i russi e i ghiliachi della parte meridionale dell'isola di Sachalin, un contatto con popolazioni  dedite al culto dell'anima dell'orso ce-

leste che si protrasse nel tempo (l'ultimo permanenza risale al 1993) dopo un primo soggiorno di tre anni e mezzo descritto in Gli ultimi pagani. Appunti di viaggio di un etnologo poeta. Con il Giappone il legame diverrà   via via più intimo e personale (nel 1970 sposerà Mieko Namiki, la sua attuale compagna), ma anche doloroso (nel 1943 verrà internato con tutta la famiglia in un campo di concentramento), e produrrà un'espressione letteraria affascinante nelle forme del complesso scenario rappresentato da Ore giapponesi. Un'opera la cui anima è una lunga peregrinazione che tocca città e campagna, piccoli villaggi e grandi città, racconto di un viaggio nel quale si intrecciano politica, religione, arte a realizzare un vero e proprio affresco della società tradizionale giapponese, dove ritroviamo, tra le suggestive fotografie che accompagnano la lettura, il simbolo stesso del Giappone, quel monte Fuji ritratto con la consueta maestria in un pomeriggio di luce invernale, riflesso nel ghiaccio vivo del remoto lago Motosu.

di Davide Squarcina

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Segreto Tibet. "Conosco molti viaggiatori che hanno descritto il Tetto del Mondo ed i suoi accessi irti d'ostacoli, montagne e deserti; ma neppure i miei autori preferiti sono riusciti, come sei riuscito tu, a farmi dimenticare che, in realtà, non mi fossi mosso da casa…Mi sono bagnato fino alle ossa, ho patito il gelo, strani odori mi hanno soffocato, cibi esotici mi hanno indotto la nausea, ho conosciuto fatiche estreme, ho goduto la gioia dell'aria mattutina ricca d'ozono e infine, il tepore di una giornata estiva mi ha riportato il sereno nell'animo..." Dalla Lettera introduttiva di Bernard Berenson.


Ore Giapponesi
. L'asse portante del libro è costituito dal racconto di una lunga e lenta peregri-nazione attraverso il Giappone, in compagnia di giapponesi e di stranieri, un racconto che procede su diversi piani, quello imme-diato delle vicende giornaliere di viaggio, intrecciato di riferimenti ai tempi della guerra, alla storia politica, religiosa, letteraria, artistica del Giappone e con l'illustrazione di costumi, pregiudizi, superstizioni, aspetti del carattere nazionale.



Gasherbrum IV
. La splendida cima. La prosa di Maraini introduce il lettore nel paese dei Baltì, luogo di miserie e meraviglie, e poi lo guida nella leggen-daria valle del K2 verso la luminosa stella del G4. La scalata finale è storia di alpinisti famosi - Cassin, Bonatti, Mauri, Gobbi, De Francesch - ma soprattutto di uomini, di cui Maraini sa dipingere limiti e grandezze, con onestà, senza adulazione.



Viaggiator curioso
. Il libro di conversazioni con Maria Pia Simonetti offre un ritratto dal quale emerge limpida la personalità di Fosco Maraini, testimo-nianza di quel suo principio fondamentale di andare a vedere, vivere con i "vicini" di tutto il mondo, imparare la loro lingua, condividere le loro speranze e i loro problemi di ogni giorno.



Case, Amori, Universi
. Fosco Maraini racconta la propria vicenda di eccentrico maestro e grande irregolare della cultura, dal bambino Clé-Maraini, ribelle, vivacissimo e curioso, all'adulto cosmopolita che vive il quotidiano come uno stato di perenne avventura, questo romanzo autobio-grafia si snoda avvincente in un girotondo di luoghi e genti. Dalla scoperta dell'eros in Maremma a quella del Buddha nel remoto Tibet, nei durissimi mesi passati in un campo di concentramento giapponese, alle spedizioni alpine.



Paropàmiso
. Cuore del libro è la narrazione della spedizione che il CAI di Roma organizzò nel 1959 diretta all'inviolato Picco Saraghrar (7350m), ma solo in piccola parte è vera e propria cronaca alpinistica, perché il resto è, insieme, saggio di antropologia e di storia delle religioni, breviario di moralità, romanzo d'idee e di conversazione. Uno straordinario viaggio attraverso popoli, culture, religioni e magnifiche montagne.



Bibliografia

Paropàmiso. Storie di popoli e culture, di montagne e divinità. Mondadori, prima edizione 2003, pp. 552, 141 fotografie a colori e b/n dell'autore.
Gli ultimi pagani. Appunti di viaggio di un etnologo poeta, Rizzoli, Bur 2001, pp. 203, illustrato con 40 fotografie in b/n dell'autore. Oltre al resoconto della permanenza presso il popolo Ainu, anche un lungo estratto dall'Isola delle pescatrici e un saggio-reportage dedicato all'antica popolazione indo-iranica nel nord pakistano, visitata da Maraini nel 1959, di ritorno dalla spedizione alpinistica sul Picco Saraghrar.
Gasherbrum IV. La splendida cima, Cda e Vivalda 2002, pp. 400, fotografie in b/n dell'autore.
Viaggiator curioso, Passigli Editori 2001, pp. 93
Ore Giapponesi, Corbaccio nuova edizione 2000, pp. 524, illustrato con le fotografie a colori e b/n dell'autore e con i disegni di Yone Makino, Tadashi Moriya e S. Pannuti.
Case, Amori, Universi, Mondadori 1999, pp. 715
Segreto Tibet, Corbaccio nuova edizione 1998, pp. 461, illustrato con le fotografie a colori e b/n dell'autore.

Assonanze

Lhasa, la città illeggibile, Robbie Barnett, Cda & Vivalda 1999, pp. 160, illustrato. Un viaggio letterario nella Lhasa di oggi, profondamente trasformata dallo stato cinese e dalla modernità, attraverso gli occhi di un giovane inglese.
Tibet. Ai confini con il cielo tra natura e spiritualità, Massimo Bocale e Pietro Verni, Polaris Edizioni, 2003, pp. 256, illustrato, coll. Appunti di Viaggio. Il racconto di quanto ancora rimane del fascino della civiltà e del territorio del Tibet, un`escursione nell`ambiente, nella cultura, nella religione, nell`arte e nel modo di vita delle popolazioni tibetane, una guida sia per quanti si apprestano a compiere un viaggio in Tibet sia per coloro che vogliono solo cominciare a conoscerlo.
Il samurai che venne dall`Europa. L`avventura di un inglese nel Giappone del Seicento di Giles Milton, Rizzoli 2003, pp. 390. Il 12 aprile 1600, un veliero olandese arrivò alle coste del Giappone dopo un viaggio di quasi due anni. Tra i pochi marinai che si reggevano in piedi (sui venti sopravvissuti) c`era William Adams, il primo inglese giunto nell`Impero del Sol Levante.
Giorni giapponesi di Angela Terzani Staude, Tea 2002, pp. 325. Diario giapponesi in cui i piccoli e grandi problemi della vita quotidiana si alternano ai momenti 'ufficiali', i viaggi nei luoghi della natura, della storia, del potere. Una sorta di avvincente vagabondaggio nello spazio e nel tempo, tra continue scoperte, incontri, visite, letture.

Link

http://www.scrittorincorso.net/maraini/index.html Un'autobiografia costruita attraverso i testi e le fotografie di Fosco Maraini.