Bibliografia
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Il
viaggio di Abdu. Dall'Oriente all'Occidente Diabasis 2004
pp. 224, coll. Al Buon Corsiero. Viaggio, fiction, geografia, un
libro con tutte queste cose insieme. Abdu è un giovane e
straordinario suonatore di sitar (la chitarra indiana),
originario delle valli del Karakorum, con cui l`autore ha fatto
amicizia e viaggiato, lasciandolo poi libero di tentare il suo
volo di iniziazione verso l`Occidente. Turri racconta i viaggi
di Abdu in Asia, in Europa, in Africa e nelle Americhe, dove ha
fatto esperienze diverse, constatando ovunque l`impossibilità
di armonizzare la sua visione del mondo, la sua cultura e le sue
affabulazioni mitiche di essenza mistica, con la religione
laica, materialista, e con le complicazioni proprie
dell`Occidente, dalle cui grandi conquiste tecniche si sentiva
tuttavia attratto con sensazioni forti e trascinanti. |
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Gli
uomini delle tende. Dalla Mongolia alla Mauritania Bruno
Mondadori 2003, pp. 360, con 50 foto in b/n dell`autore, coll.
Luoghi. "Questo libro è il risultato di una ventennale
attenzione ai popoli nomadi e a tutto ciò che sui nomadi si è
via via venuto conoscendo. E nasce altresì da ripetute visite e
soggiorni tra i nomadi, a cominciare da quello che nel 1958 mi
ha portato con una lunga peregrinazione sino in Asia centrale,
descritta poi nel libro Viaggio a Samarcanda: il momento della
folgorazione, la mia personale `Via di Damasco` come approccio
al Terzo Mondo lungo l`itinerario migratorio dei nomadi".
(Eugenio Turri) |
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Taklimakan.
Il deserto da cui non si torna indietro, Tararà 2005. Con
una prefazione di Gilberto Lonardi. Questo è il paesaggio
visibile dalla cima dove ci spinge il desiderio di identificarci
nella geografia, con l'occupazione di un suo punto preciso, il
più alto, il più panoramico. Orofilia come desiderio di essere
elementi della natura, di darsi una dimensione interiore tutta
intrisa della possessività delle cose, come totale appagamento
dell'essere. |
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Il
paesaggio e il silenzio Marsilio 2004, pp. 256, fotografie
in b/n. La nostra società non pratica molto il silenzio.
Viviamo nel rumore, assediati da fragori, sollecitati da ritmi
di vita assordanti, come se ciò fosse un modo di dimenticare la
nostra condizione umana. Ma se poi ci immergiamo, anche per
brevi pause, nel silenzio, isolandoci nei luoghi di natura che
stanno fuori dagli spazi del rumore, astraendoci in certo modo
dal presente, dal quotidiano, scopriamo che il mondo che ci
circonda, vive secondo il ritmo universale che riconduce ai
misteri dello spazio e del tempo. |
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La
megalopoli padana Marsilio 2004, pp. 312, illustrato,
seconda edizione. Lo spazio padano come un unico spazio
urbanizzato, come un'unica megalopoli nella quale i territori
agricoli - pingui, irrorati dai fiumi, fondamentali supporti
dell'economia e della vita padana -, sono ormai delle aree
interstiziali, incluse fra direttrici di densa urbanizzazione
che attraversano la pianura. E le zone abitate, così come le
vede l'occhio indagatore di un satellite, si impongono senza
soluzione di continuità lungo le arcate che si sviluppano ai
piedi delle Alpi e dell'Appennino dando forma a una duplice
città lineare che dal suo vertice occidentale, in Piemonte, si
estende verso oriente sino all'Adriatico. |
Assonanze
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Al
di là della montagna di Yashar Kemal, pp. 375, Giovanni
Tranchida Editore 1996. Primo romanzo della Trilogia della
montagna che lo scrittore turco Yashar Kemal dedica alla genti
di cultura contadina dell'altipiano anatolico. Gli abitanti di
un intero villaggio si trasferiscono dall`alto dei monti del
Tauro giù nella pianura sui campi di cotone, per impiegarsi
come braccianti. Quando il vento solleva i cardi, allora per gli
abitanti del villaggio isolato dal mondo su in alto sui monti
del Tauro è giunto il momento di mettersi in marcia. Uomini,
donne, bambini, vecchi, deboli e malati - nessuno viene lasciato
indietro. Con tutti i loro averi, con figli, cavalli, pollame,
asini, si trasferiscono in pianura, per impiegarsi come
braccianti. Sui campi di cotone del latifondista vogliono
guadagnare quanto è necessario per il pagamento dei debiti e
per la sopravvivenza durante l`inverno rigido. Gli altri due
titoli della trilogia sono Terra di ferro, cielo di rame e
L`erba che non muore mai. |
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Il
manoscritto di Samarcanda di Amin Malouf, Bompiani 2003, pp
303. Samarcanda è la Persia di Omar Khayyam, poeta del vino,
libero pensatore, astronomo, ma anche patria di Hassan Sabbah,
fondatore dell`ordine degli Assassini, la setta più temibile
della Storia. Samarcanda è l`Oriente del XIX e del XX secolo,
il viaggio in un universo dove i sogni di libertà hanno sempre
osato sfidare i fanatismi. Samarcanda è l`avventura di un
manoscritto dell`XI secolo, smarrito durante le invasioni
mongole e ritrovato sei secoli dopo da un orientalista
franco-americano. Amin Maalouf, col talento narrativo di sempre,
ci conduce lungo la via della seta attraverso le più
affascinanti città dell`Asia. Parafrasando Edgar Allan Poe, ci
dice: "Rivolgi il tuo sguardo su Samarcanda. Non è la
regina della Terra? Fiera, al di sopra di tutte le altre
città". |
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Corto
Maltese. La casa dorata di Samarcanda in Dvd Film di
animazione 78' Italia/Francia 2002. Regia di Richard Danto e
Liam Saury. Corto percorre la via della seta sulle orme di Marco
Polo in cerca dell'oro ma anche per amicizia. Per ragioni che
ignoriamo, Rasputin si trova nelle peggiori prigioni e Corto
dovrà combattere con un nemico inatteso, il suo infernale
doppio nella forma di un ufficiale turco del tutto immorale. |
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